Il primo incontro del percorso a Giulianova

 

la20stradaIl 23 Gennaio 2009 si è svolto il primo incontro del percorso del cammino per preparazione al matrimonio per l’anno 2009 organizzato dalla Parrocchia della Natività di Maria Vergine nella Chiesa di S. Pietro Apostolo di Giulianova Lido. Dopo il saluto alle coppie da parte del parroco Don Ennio Lucantoni, Don Vinicio, parroco di Silvi, ha parlato dell’argomento inerente questo primo incontro: “Maschio e femmina li creò, la vita come vocazione”.

 

Ecco alcuni appunti tratti dall’incontro che possono essere oggetto di spunto per una discussione. Il testo è stato rielaborato per renderlo più adatto alla lettura.

 

Vocazione – Provocazione

 

Provocare, parola composta da “pro” e “vocare”, che significa letteralmente mettere avanti, davanti a noi. Da qui partiamo per cominciare il nostro discorso. Perché le provocazioni sono importanti: per noi, per la storia, per la società. Lasciatevi provocare quindi!

 

E la prima provocazione è questa: perché siamo qui? Siamo qui per “subire” un incontro sul matrimonio perché bisogna farlo, oppure per apprezzarlo adesso, ma poi dimenticarlo subito fuori? Oppure accettiamo in pieno la provocazione.

E la provocazione ci dice che siamo qui per un fatto accaduto duemila anni fa.

Un fatto che non si può ignorare.

Il fatto non è quindi il matrimonio che andremo a celebrare, non siamo qui per questo. Il fatto accaduto duemila anni fa provoca. Ed io debbo scegliere che posizione prendere di fronte a questa provocazione.

S. Paolo viene sottoposto a giudizio (Atti Cap. 25 v.18-19) perché crede in un Gesù risorto, vivo, e non morto.

Il fatto che ci provoca è quindi la resurrezione, un Dio vivo. Ecco, noi siamo qui perché Cristo è vivo.

 

Il 64% dei matrimoni celebrati in chiesa finisce dopo sette o otto anni. Allora occorre ancora di più sapere se quello che sto facendo è vero.

Il matrimonio è sottoposto ad obiezioni continue da parte del mondo, ma, come successo negli “ateobus”, l’obiezione non fa la verità ed anche li, nello slogan, vi è spazio per un probabilmente. E comunque cento obiezioni non fanno verità.

La verità è dentro di noi e la resurrezione di Cristo è un fatto di vita.

 

La decisione di sposarsi

L’obiezione più comune che viene fatta ad una coppia che decide di sposarsi è di solito la seguente “Ma chi ve lo fa fare?” e solitamente è detta da una persona che è già sposata.

 

Ma, come detto, l’obiezione non è la verità.

E dov’è la verità allora? La verità è dentro di noi, fatta di una realtà, che è quella dell’incontro con l’altra persona, che nemmeno le tante obiezioni fanno desistere.

E’ l’amore questa realtà forte, questa verità che è in ognuno di noi e che si manifesta concretamente nell’incontro con la persona che ci accingiamo a sposare.

Ed è una realtà che è entrata dentro di te senza neanche chiedere il permesso, vi ha raggiunto ed ha sconvolto quelle obiezioni sterili alla vita dell’uomo.

 

Questa è la provocazione che ci viene messa davanti, davanti a noi, con un accadimento reale: l’incontro.

 

A questo punto dobbiamo chiederci cos’è la realtà. E’ qualcosa che, come dice Proust “il più terribile dei nostri nemici” oppure in tutte le circostanze e gli incontri che ci accadono è un invito di qualcuno che ci chiama a qualcosa?

 

Un uomo o una donna ragionevole risponde alla provocazione: chi sono? Cosa devo essere? Da chi sono stato voluto? Perché l’incontro?

E’ un discorso di ragione, e porsi le domande significa rivelarsi alla natura umana.

Oggi si tende a scindere il corpo dall’anima. Un rapporto può essere solo corpo. Oppure, come dicevano i filosofi greci , il corpo è una mera prigione, qualcosa che mi tiene legato.

 

Ma il corpo non è questo. Nella Bibbia si dice che l’uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio, in corpo ed anima. E Dio è. Come disse ad Abramo “Io sono colui che sono”

 

Anche noi, anche tu, sei in quanto sei. Ed in questa realtà, il tuo corpo ti rivela. Ti rivela all’altro.

Quando nell’incontro con l’altro scatta il meccanismo che fa scomparire le obiezioni, che è fatto per il nostro cuore, che è una provocazione che siamo lieti di accettare, Qualcuno che ci vuole bene fa accadere queste cose, e costruisce per farti stare bene.

La vita immediatamente si dispiega oltre il nostro progetto, perché uno sceglie di rispondere alla chiamata di un Altro per mezzo di un altro, alla provocazione.

 

E’ l’incontro! Immediato, vero, reale. Ed ora tutto deve crescere. Deve avvenire la trasformazione da maschio e femmina ad uomo e donna. Banalizzando, maschi e femmine si accoppiano, uomini e donne si sposano.

Il disegno di chi ci vuole bene serve per diventare uomini, per diventare donne.

 

Ma perché questa trasformazione? Si può anche galleggiare o navigare a vista.

L’uomo però è fatto per la felicità. E la provocazione di chi ci vuol bene ci spinge alla ricerca della felicità, diventando, appunto, uomini. Ed allora ecco che ci si sposa per un desiderio di felicità, che corrisponde a quello che cerca il nostro cuore. Una felicità che diventi ancor più grande con l’altro: il centuplo quaggiù, la felicità e la libertà.

 

E allora di cosa parliamo? Ancora di maschio e femmina oppure di uomo e donna? L’auto realizzazione può essere la felicità? La felicità che ci soddisfa? Ed ancora, la libertà può essere solo assenza di legami, di fare ciò che si vuole? E’ ancora e solo questo? Oppure è l’essere felici e continuare ad esserlo nelle cose che si fanno?

La felicità è una delle cose più importanti, ed una delle cose più importanti della felicità è che sia per sempre, deve essere eterna!

Cosa significa eterna? La vita eterna non è quella che viene dopo. Nel concetto cristiano non è solo questo: parte da ora ed è per sempre. Ma la sua origine deve garantire che non finisce mai, che non si esaurisce mai, ed è continuamente con noi.

 

La felicità parte da chi ci ha creato, dal Padre, Eterno.

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