Le vite degli altri

locandina_le_vite_degli_altriUno dei film più consigliati del 2007. Le vite degli altri è una descrizione di come l’amore possa prendere e faccia prendere le strade più imprevedibili, anche dove sembra non esserci speranza.

Proponiamo la recensione tratta dal sito “Sentieri del Cinema” ed il trailer del film di cui raccomandiamo assoluta visione!

La trama

Nella Germania Est comunista dei primi anni ’80, il famigerato servizio segreto denominato Stasi controlla tutto e tutti. Non sfuggono nemmeno gli artisti, sia i dissidenti che quelli più vicini al regime. A volte per ragioni futili, come la passione morbosa di un ministro per un’attrice teatrale, che lo porta a far controllare da vicino il suo compagno, il drammaturgo Georg Dreyman, considerato “amico”. L’obiettivo è farlo cadere in disgrazia per poterne avere la donna.
A essere incaricato della “missione” è l’integerrimo capitano Wiesler, fra i più efficienti uomini della Stasi.

 

Il commento

Una storia contemporanea, una storia di libertà
È stato premiato dall’Oscar come miglior film straniero, anche se non era ai maggiori festival internazionali (a parte Locarno, dove ha vinto il Premio del Pubblico). “Le vite degli altri” è un film che, in modo efficace e avvincente, parla di storia contemporanea, attraverso la vicenda di alcuni uomini che vivono nella Germania dell’Est dei primi anni ’80, quando questa si chiamava ancora DDR ed era una repubblica socialista sotto l’egemonia comunista sovietica, ben lontana anche dal sospettare il futuro crollo del muro. Per contrasto viene in mente un altro titolo ambientato negli stessi luoghi, “Good Bye Lenin”, proprio perché non c’è traccia in questo film di quella nostalgia che prende il protagonista quando ricordava la vita della DDR.
Il film si apre con quella che sembra essere una vera lezione accademica, ma che ha come docente un capitano della Stasi (la polizia segreta), che spiega come far confessare i sospettati, con interrogatori che durano anche 48 ore durante i quali si sottopone l’inquisito a vere e proprie torture psicologiche. Il capitano si chiama Wiesler, vive quasi asceticamente, ed è un sincero sostenitore degli ideali socialisti dello stato. Wiesler è un fedele collaboratore del colonnello Grubitz, responsabile del dipartimento culturale (un uomo che sotto un’apparente bonomia nasconde spietatezza e brama di potere) e del Ministro della Cultura Hempf, ach’egli ex ufficiale della polizia segreta. Wiesler viene incaricato della sorveglianza del commediografo Dreyman, stimato dal potere ma comunque sospetto, in quanto le sue opere sono lette anche all’Ovest. In più il ministro Hempf ha messo gli occhi sulla fidanzata di Dreyman, l’attrice Christa-Marie Sieland, la ricatta per avere i suoi favori e cerca il modo di sbarazzarsi del commediografo per poterla avere tutta per sé. La vicenda raggiunge il suo apice con il suicidio di un regista amico del commediografo: caduto in disgrazia presso il partito e ridotto all’emarginazione nonostante il suo talento.
Ben lontano dai soliti stereotipi del thriller politico, “Le vite degli altri” mostra attraverso scene ricche di dialoghi e scarsissime di azione, il tormentato passaggio del capitano Wiesler, che man mano che silenziosamente ascolta tutto quello che accade nell’appartamento del commediografo, vede crollare i suoi ideali e, come preso nella sua stessa trappola, non può che cominciare a comportarsi come un vero dissidente, cercando di aiutare con vari sotterfugi coloro che egli stesso sta spiando, fino alle impressionanti scene finali sul destino dei protagonisti. “Le vite degli altri” cattura subito lo spettatore in una tensione che lascia senza fiato, al vedere come la vita di qualsiasi cittadino possa essere stata controllata fin nei particolari più insignificanti, e questo da un regime per il quale anche una barzelletta poteva essere motivo di essere classificati come “nemici del socialismo” e quindi perseguitati. Ma il film inequivocabilmente grida come la percezione della verità possa spingere a rifiutare una vita costruita su in ideale menzognero, per cercare una libertà che è soprattutto pace con la propria coscienza. Da vedere e far vedere.

Beppe Musicco

 

 

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