Casomai

L’ultimo incontro del percorso ha visto la proiezione del film Casomai, con Fabio Volo e Stefania Rocca.

Riportiamo il commento fatto dall’equipe per alcuni spunti di discussione.

Il matrimonio è una faccenda privata?

Il matrimonio è una faccenda privata?
Riguarda veramente solo ed esclusivamente i due scriteriati irrazionali che si giurano amore eterno senza averne le forze (e spesso nemmeno le intenzioni) ?
No sicuramente !
La stabilità della coppia sulla scivolosa lastra di ghiaccio della vita è questione troppo importante e vitale perché venga relegata alla sfera dell’intimità e del sentimento (non fosse altro per quel frutto duraturo e evidentemente “altro” che sono i figli).

Ma se la rilevanza sociale del rapporto matrimoniale stabilmente e consapevolmente accettato da un uomo e da una donna degenera nel chiacchiericcio invadente e stressante di parenti, amici e estranei, allora mantenersi in equilibrio ha un che di eroico e diviene un’impresa che supera le possibilità umane.
Le inevitabili cadute non fanno altro che generare altro chiacchiericcio e altro stress, altre incomprensioni e insanabili risentimenti.

Eppure…
Eppure l’oggettività di quel gesto (il consenso matrimoniale espresso davanti a Dio e con la fiducia nella sua Grazia) trascende e supera la meschinità e la distrazione degli stessi sposi e del loro distratto e cinico entourage.
Eppure ciò che sembra inevitabile può essere evitato, ciò che il tempo sciupa e consuma può acquistare un senso ed essere salvato.

E allora, se nessuno vuole assumersi la responsabilità di aiutare e sostenere una coppia, se la nostra società premia il disimpegno e il forsennato egoismo, se intorno a due che vogliono giocarsi il futuro senza barare né giocare con i sentimenti si fa il vuoto, allora la scelta di sposarsi diventa rivoluzionaria ed esclusiva.
Ed è giusto che quei due se la vedano in maniera seria fra loro due, fra loro soltanto… meglio: fra loro e ciò che li costituisce stabilmente come coppia, non come “uno” più “una”, ma come “famiglia”.

Casomai in pillole
Tratto da Sentieri del Cinema

La coppia moderna, composta da due trentenni milanesi, vista da un occhio laico, ma generosamente appassionato verso gli uomini e difensore a oltranza di chi si sposa convinto di voler “metter su” famiglia. Come “ricompensa”, D’Alatri si è beccato gli insulti di cinici e nichilisti perché racconta la parabola di due giovani che si amano, si sposano (in chiesa, senza sapere perché) e si ritrovano sotto l’assedio del mondo, amici compresi, che cospira contro la ricerca di una vera felicità. Ma forse un prete li salverà.
Angosciante e divertente al tempo stesso, Casomai chiede di scommettere su chi vuole costruire, mentre tutto intorno incita alla distruzione dei legami. La figura del prete non convince tutti, ma è figura paradossale (non c’è pretesa di “verismo” religioso) ma tutto sommato plausibile: di fronte a certi matrimoni certe reazioni si comprendono

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