Guardare a Pannella & C.
DOMENICA PRONTO A INVITARE ALLA RESA, LUNEDÌ SERA RINGALLUZZITO
MARCO TARQUINIO – Avvenire del 11/02/09
« L a gente ora crede… La gente ora dice…». Bisognerebbe riascoltarlo il Marco Pannella che domenica pomeriggio su Radio Radicale suonava la ritirata e dettava la nuova linea ai suoi: l’incombente «morte di fame e di sete» di Eluana Englaro da emblematico e cruciale traguardo si sta trasformando in una disfatta per il partito dell’eutanasia, è cambiata l’aria nel Paese e, dunque, si cambi strategia… Attenti, compagni miei di battaglia, qui rischiamo che il Parlamento faccia «in quattro giorni» una legge netta e chiara sull’alimentazione e l’idratazione dei non autosufficienti e noi, invece, abbiamo necessità di tempi più lunghi – almeno «quattro settimane» – per orientare, correggere, annacquare, rendere vulnerabili a interpretazioni a noi favorevoli le nuove norme…
Già, bisognerebbe riascoltarlo snocciolare amaro i dati dei sondaggi rovesciati, delle percentuali bulgare a favore della fine della «vita artificiale» della giovane donna di Lecco di colpo e clamorosamente dimezzate al primo trapelare della verità su Eluana: non sopravvive attaccata a qualche macchina, respira da sola, dorme e si sveglia, a Lecco la portavano a fare passeggiate in carrozzella, riceve solo acqua e cibo via sondino ma forse può anche deglutire, in diciassette anni «mai un antibiotico»…
Bisognerebbe proprio riascoltarlo, Pannella, tuonare contro – udite, udite – la «congiura dei media» messi sul banco degli imputati per aver cominciato qua e là a scrivere o a raccontare in tv e per radio quello che fino a pochi giorni fa soltanto su tre o quattro testate, oltre a questa, si era osato dire e scrivere, sentendo medici e scienziati, testimoni e giuristi: Eluana non è già morta è viva, è possibile che provi sofferenza per ciò che le verrà fatto, la «sentenza» che ha autorizzato le procedure per darle la morte è basata su testimonianze selettive delle sue volontà presunte…
E bisognerebbe riascoltare l’eco che – via agenzia – Emma Bonino gli ha prontamente fatto lunedì mattina.
E poi bisognerebbe fare un altro piccolo salto temporale, e guardare di nuovo il Marco Pannella di lunedì sera a Otto e mezzosu ‘La7′. Rivederne il sorriso, riascoltarne i beffardi commenti e lo sfottente uso delle immagini della fede e della pietà cristiana. L’uccisione per fame e per sete di Eluana – per lui e per i suoi – non era più scandalosa, non era più pericolosa. La morte della giovane donna era un fatto compiuto, non un drammatico, sconvolgente, precipitare degli eventi. La temuta Legge Eluana non stava più per essere votata. E il tempo tornava potenzialmente alleato dei radicali e dei loro compagni di battaglia.
In qualche piazza intanto, in quelle piccole porzioni di piazza presidiate dai militanti pro-eutanasia, scoppiavano applausi. Come se la terribile morte procurata di un essere umano impotente fosse stata un’operazione medica riuscita.
Perché applaudire? Basterebbe riascoltare il Marco Pannella di domenica pomeriggio a ‘Radio Radicale’ e di lunedì sera a ‘La7′ per capirlo. Per comprendere che i capi di quello che ormai era stato riconosciuto – tra la gente e persino sui giornali – come il partito della morte sperano ora di tornare in maschera e di poter riprendere a scagliare le loro vecchissime invettive anticlericali e le loro incredibili accuse di «crudeltà» contro il partito della vita. Ma può aiutare a trovare una risposta anche la lettura di quanto Maurizio Mori ha sostenuto ieri sull’Unità, inorgogliendosi per una morte definita «qualcosa di analogo alla breccia di Porta Pia» e inneggiando alla «rottura dell’incantesimo della sacralità della vita».
Che questi fossero gli obiettivi di fondo della battaglia di «libertà» di Pannella, Bonino, Mori & co. noi lo sapevamo da tempo. È, infatti, tenendoli d’occhio che avevamo compreso che cosa c’era dietro il «caso Eluana»: per loro un esperimento politico in vista di nuovi più avanzati ‘equilibri’; per noi la vicenda umanissima di una persona sfortunata che andava rispettata. Argomenti, questi ultimi, che poco alla volta hanno fatto breccia, perché l’Italia non è quella che pensa Pannella. E adesso coloro che – anche scendendo a patti con lui – si sono sforzati di credere e far credere il contrario sanno un po’ meglio chi sono questi irriducibili reduci dell’Ottocento che pretendono di rivelarci la nuova «dignità» dell’uomo e della donna del Duemila. Eluana è stata uccisa. E loro, per politica e per cultura, fanno festa.
