Ipotesi su Gesù
Raccomandiamo la lettura di un libro di Vittorio Messori, chiamato Ipotesi su Gesù, utile nel capire e comprendere come, nonostante tutte le critiche, gli attacchi e le contestazioni mosse alla figura di Gesù Cristo ed al cristianesimo, essi non solo hanno resistito, ma ne sono usciti ancor più rafforzati dando ragione “della speranza che è in noi”.
Il libro inoltre dona al lettore una maggiore consapevolezza del perchè e del come il messaggio cristiano sia sempre così attuale nel trascorrere della storia, del tempo e delle ideologie.
Riportiamo qui l’incipit sulla presentazione e invitiamo poi a continuare la lettura sul sito di Vittorio Messori.
L’inchiesta di un giornalista sul più decisivo mistero della storia: l’origine del cristianesimo. Quale enigma si cela dietro il nome di “Gesù “? Al di là degli opposti clericalismi quale ipotesi attendibili è possibile fare, oggi, su di lui? È stato davvero “predetto” dalle millenaria Scritture degli ebrei? Ma Gesù è esistito? O non è piuttosto un mito che la fede ha travestito da storia? Se esistito, perché l’oscuro, fallito predicatore si trasforma di colpo nel Cristo che violenta la storia e la spezza in due tronconi? Da dove viene quel suo insegnamento di inesauribile, inquietante fecondità? Allora, fu davvero il “Figlio di Dio”? Ma se Dio c’è, perché è nascosto? Che dire, poi, delle altre religioni? Perché Gesù e non Maometto o Buddha?
A queste domande il libro propone risposte “laiche” chiare e oneste, che non pretendono di esaurire il mistero. Lo stile è vivace, giornalistico, le note erudite sono escluse. Ma ogni parola è rigorosamente documentata. Queste pagine nascono, infatti, da molti anni di ricerca nelle biblioteche di Europa, da sopralluoghi agli scavi archeologici in Medio Oriente, da incontri con specialisti internazionali. Al termine dell’inchiesta, sembra all’autore che la più plausibile delle “ipotesi su Gesù” sia quella proposta dalla fede; che la ragione consigli di scommettere sulla storicità dei Vangeli. Il libro di un credente, dunque. Eppure, il pensatore marxista Lucio Lombardo Radice, del comitato centrale del PCI, pur riconoscendo la diversità di conclusioni definisce nella prefazione questo saggio “lucido e appassionato; davvero bello, intelligente e sincero”.
