Secondo incontro del percorso
Pubblichiamo qui la traccia dell’intervento nel secondo incontro del cammino della preparazione al matrimonio tenuto da don Vinicio.
CHIEDERE E RICEVERE IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO: PERCHE’?
DARE RAGIONE DELLA SPERANZA CHE E’ IN NOI
I. È bene, innanzi tutto, ricordarci che il matrimonio è una “scelta”; può sembrare superfluo, ma è importante ribadirlo per quello che diremo. Voi avete fatto, o vi accingete a fare, (se non ci ripensate), una scelta: il Matrimonio Religioso, cioè chiedete di celebrare un Sacramento: perché questa “scelta”? perché non sposarsi civilmente o convivere?
II. Quali sono le caratteristiche e le differenze tra il matrimonio cattolico e il matrimonio civile. Il Matrimonio Cattolico: La Chiesa ammette per i battezzati un solo matrimonio che è di per se stesso Sacramento. “ Pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido matrimonio, che non sia per ciò stesso sacramento” (c.i.c. can.1055 &2).Dice la Gaudium et Spes al n. 48:”fondata dal Creatore e dotata di leggi proprie, l’intima comunità di vita e di amore coniugale si stabilisce attraverso il patto coniugale”. In base a quanto espresso dal Concilio Vaticano II, il C.I.C. al can. 1057 &1 afferma: “Il matrimonio è costituito dal Consenso delle parti manifestato legittimamente tra persone giuridicamente abili e che non può essere supplito da nessun potere umano”; quindi fondamento del matrimonio sacramento è il consenso. Può sembrare strano, anzi paradossale che il fondamento canonico sia costituito dal consenso e non dall’amore, ma il paradosso è solo apparente e vedremo perché.
III. Nel matrimonio Sacramento ci sono degli ELEMENTI e delle PROPRIETA’ ESSENZIALI; ELEMENTI ESSENZIALI sono: BENE DEI CONIUGI; PROCREAZIONE ed EDUCAZIONE DELLA PROLE. PROPRIETA’ ESSENZIALI sono: UNITA’ ovvero FEDELTA’ CONIUGALE; INDISSOLUBILITA’ ovvero PERPETUITA’. Dobbiamo domandarci a questo punto cos’è l’amore? E cos’è la fede?
IV. AMORE. Abbiamo visto, nella conversazione precedente che la vita non è anzitutto un progetto mio, ma la mia risposta alla chiamata di un Altro; l’amore è quindi un dono una pro-vocazione che Dio mi dà per il mio bene e alla quale io posso rispondere in vari modi. Tu al tuo fidanzato/a cosa hai detto? “io mi sono innamorato di te”, questo significa che il sentimento che è nato è prima di tutto una cosa che fa bene a te, che piace a te; BENE DEI CONIUGI. L’innamorarsi non è prima di tutto una “tua scelta” è qualcosa che ti accade. L’amore, invece è una decisione libera che ragionevolmente riconosce il bene e lo accoglie. In sintesi è rispondere alla vocazione e accettarla, è il passaggio dall’innamoramento all’amore, dal “sentire” al “volere” amare; quando esprimi solennemente il consenso matrimoniale non dici più “io ti amo”, perciò ti sposo, ma dici “io voglio amarti” perciò ti sposo; non si ama per “qualcosa”, ma solo per “amore”.
V. FEDE. Che cos’è la fede? La fede cristiana non è semplicemente credere che c’è Dio, non è nemmeno una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un orizzonte nuovo e con ciò la direzione decisiva. (Efesini 5,2.21-33). Allora i cristiani non sono semplicemente coloro che “hanno fede”,ma coloro che in tutte le vicende della vita, “sia che mangiate sia che beviate” pongono l’ATTO DI FEDE. L’opinione mondana più diffusa pensa all’atto di fede come a qualcosa di facoltativo, anzi di fortuito e di occasionale. Si dice: “io non ho la fede” più o meno come si dice: “io non ho gli occhi azzurri” o “io sono basso di statura”. Anche quando sembra di avvertire una specie di nostalgia o di rimpianto, perché il credere è ritenuto un valore e una fortuna, l’atteggiamento mentale non cambia di molto: “purtroppo io non ho la fede”, è detto con lo stesso spirito con cui si può dire: “purtroppo sono stonato, o “purtroppo non riesco in matematica”; quasi supponendo che l’assenza della fede sia qualcosa che non dipenda da noi. La fede concepita in questi termini non è certo quella di cui ci ha parlato Gesù e di cui tratta la dottrina cattolica. Per Gesù Cristo (Mc 16,16) l’atto di fede è tutt’altro che qualcosa di facoltativo; ed è tutt’altro che fortuito e occasionale: dipende dalla decisione responsabile dell’uomo, il quale per il mancato raggiungimento della fede può essere accusato e condannato.
VI. Non è difficile allora comprendere che l’atto di fede è un atto che implica contemporaneamente LA VOLONTA’, LA RAGIONE e LA GRAZIA.
a. La volontà accompagna tutto il processo, che perciò è in ogni suo passaggio un “cammino di libertà”. L’uomo è libero di accettare o di infrangere la Legge di Dio. Può decidere di cedere alla stanchezza o alla pigrizia e di sospendere il suo faticoso pellegrinaggio di delusione in delusione, oppure di proseguirlo tenacemente fino alla sua positiva conclusione. Soprattutto è libero di rifiutare dentro di sé i valori morali impedendo così alla grazia di operare. Infine la volontà deve sorreggere l’uomo per l’ultimo passo, cioè per l’atto di fede vero e proprio, che resta fino in fondo un atto libero.
b. La ragione è chiamata a rendersi conto prima di tutto della validità della Legge di Dio; in secondo luogo della insostenibilità delle varie posizioni dell’incredulità. Illuminata dalla Grazia, liberamente accettata dall’uomo che si orienta al bene, valuta lucidamente i motivi di credibilità, che sono oggettivamente efficaci e perciò indiscutibilmente razionali (vedi Abramo, Maria).
c. La grazia di fatto accompagna tutto il processo conoscitivo fin dal primo istante, interagendo con la libera decisione dell’uomo, che essa sempre rispetta. Soprattutto è presente nell’atto formale di fede, (consenso), per il quale essa crea nell’uomo una facoltà nuova la “virtù” della fede.
VII. A questo punto spero che si sia chiarito quello che sembrava un paradosso: il Sacramento del Matrimonio secondo la Chiesa si fonda sul consenso e non sull’amore, perché se uno conosce veramente cos’è l’Amore e la Fede, comprende fino in fondo ciò che dice in modo geniale S. Agostino: “ama e fa ciò che vuoi”, perché tutta la vita non è altro che una grande e affascinante storia di Amore: l’Amore infinito di Dio per l’uomo, per ogni uomo, e la risposta d’Amore dell’uomo al suo Creatore. “Qual è il primo di tutti i Comandamenti? Gesù rispose:” Il primo è: “Ascolta Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi” (Mc12,28-31.)
VIII. In conclusione perché voi chiedete il Sacramento del Matrimonio? Perché “abbiamo creduto all’amore di Dio”, e volete vivere questo Amore per sempre, per vivere il “servizio della comunione” con consapevolezza, ponendo l’atto di fede, affinché attraverso la testimonianza del vostro amore sponsale chi vi incontra possa trovare speranza, fede e carità.
