Diventare se stessi
“Non siamo noi a creare ciò che è buono, questo sarebbe un semplice moralismo, ma la Verità ci viene incontro” poiché Dio “stesso è la Verità, la Verità in persona”. Lo ha affermato papa Benedetto XVI nell’omelia della messa che ha celebrato il 30 agosto scorso con il circolo dei suoi ex-allievi a Castelgandolfo.
Nel suo discorso rivolto ai membri dello Schulerkreis e diffuso oggi dalla sala stampa vaticana, Ratzinger ha affrontato il tema della purezza dell’uomo davanti a Dio, “uno dei temi fondamentali della storia religiosa dell’umanità “. “La purezza – ha spiegato il Papa ai suoi ex allievi – è un avvenimento dialogico. Essa inizia col fatto che Egli ci viene incontro. Egli, che è la Verità e l’Amore, ci prende per mano, compenetra il nostro essere. Nella misura in cui ci lasciamo toccare da Lui, in cui l’incontro diventa amicizia e amore, diventiamo noi stessi, a partire della sua purezza, persone pure e poi persone che amano con il suo amore, persone che introducono anche altri nella sua purezza e nel suo amore”.
Ecco perché, ha aggiunto il Papa citando la lettera di San Giacomo, il cristianesimo non può ridursi a una Legge “che ci sta di fronte dall’esterno e non può mai essere soddisfatta”. “La Legge – ha ribadito – non è un’esigenza che pretende troppo da noi” e “non è una contraddizione alla libertà, ma – ha osservato – un rinnovamento dal di dentro mediante l’amicizia con Dio”.
Tratto da Avvenire.it
