Bisognerebbe disdire il matrimonio concordatario…
Dalla newsletter ClanDestinoZoom
Oramai sposarsi civilmente non conviene più. Certamente non conviene a Bologna ed in Emilia-Romagna. Anche il locale governatore s’è messo a inseguire Zapatero ed ha introdotto, tramite legge finanziaria, qualsiasi convivenza nell’accesso ai servizi.
Già chi è sposato a Bologna, tra single veri o presunti e immigrati, non riesce ad entrare in posizione utile in graduatoria nidi. Un bando casa in arrivo per giovani coppie è riservato a qualsiasi convivenza, purché in essere da due anni. Ironico, come minimo.
Chi voglia sposarsi sul serio ora o l’abbia fatto solo qualche mese fa – insomma, una vera giovane coppia – non ci entra. Figuriamoci fra un po’ su tutto il resto. A questo andazzo che disfa la società, la Chiesa – provocazione per provocazione – dovrebbe replicare disdicendo il matrimonio concordatario, cioè eliminare gli effetti civili automatici del matrimonio religioso.
Chi ci crede e ha fatto il sacramento ne conosce la portata e tutti i vincoli. Agli effetti civili scelga però la formula che meno lo discrimina, perché oggi, da sposato vero, è un discriminato. E’ una provocazione, lo sappiamo, i vescovi non si allarmino; in ogni caso sarebbe legittima difesa.
Detto questo la scelta regional-zapateriana emiliana è anche peggio e più minuscola. Non è tanto Zapatero il faro guida. Il governatore locale insegue in realtà una sparuta e irrilevante pattuglia di laicisti ex socialisti, peraltro molto arrogante, e qualche radical chic. Ciò vuol anche dire che i cattolici adulti che gli hanno prestato voti e “classe politica”, in cambio di 4 poltrone, non contano culturalmente e politicamente più niente su alcuni temi o, peggio, sono oramai completamente assimilati e asserviti, utili megafoni, a furia di ripetere sciocchezze politicamente corrette (sulle quali un domani, quando saranno egemoni in Europa, potranno esercitarsi i musulmani).
