Fidanzati in cammino

matrimonioAppunti dalla Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana per gli operatori di Pastorale Familiare

Anche quest’anno la Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana (CEAM) ha organizzato un convegno per la formazione degli operatori di pastorale familiare, il XII, dal 27 al 30 agosto a Pescasseroli, nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo.

Il tema, interessantissimo, riguardava il percorso che si offre ai  fidanzati nella preparazione al matrimonio dal titolo: “In cammino verso l’amore“.

Tanti sono stati i relatori: da S.E. Mons. Bruno Forte a don Giuseppe De Virgilio, da S.E. Mons. Pietro Santoro a don Carlo Rocchetta e poi S.E.  Mons. Gianfranco De Luca, S.E. Mons. Tommaso Valentinetti e i coniugi Giulia Paola Di Nicola – Attilio Danese.

Ognuno di loro ha dato il proprio contributo arricchendo la formazione di tutti noi presenti.

Vorremmo provare a capire (e a riscoprire) con i fidanzati  perché è bello sposarsi in Chiesa e come prepararsi a un passo così importante in modo da farne un tesoro per tutta la vita. Non sempre, purtroppo, ciò è compreso  e può essere vissuto più come una convenzione sociale che come un incontro decisivo, in cui la grazia può riempire il cuore degli sposi e unirli nel sigillo dell’amore eterno.

Oggi si tende a mettere in risalto solo i lati negativi di un avvenimento e quindi ci si interroga sul senso del matrimonio e soprattutto di quello cristiano. Noi non possiamo restare a guardare indifferenti le unioni matrimoniali ridotte,  i tantissimi divorzi, le convivenze e poi le conseguenti depressioni, le delusioni eccetera: come se Dio non esistesse.

“Guardando negli occhi il viandante“ possiamo riaccendere la speranza in quei giovani che hanno il coraggio di avvicinarsi per capire cosa abbiamo da dire loro. Il cammino che li preparerà al sacramento del matrimonio cambierà negli anni un po’ lo stile. Si vuole rimettere al centro la Parola, il grande Libro, attraverso cui il nostro Padre celeste ci vuole incontrare.

Noi coppie cristiane abbiamo il compito grave ed urgente di essere gli annunciatori del Vangelo accanto ai presbiteri, per mettere nel cuore dei  ragazzi l’amore per Dio nel suo racconto biblico e suscitare in loro la passione per Gesù Cristo, farli interrogare sulla loro vita e sulla loro storia: “Cosa vuoi dire a noi Signore?“. Il fidanzamento è un tempo di grazia in cui i due non sono soli.

Se si riuscisse a trasmettere ciò allora questo tempo si trasformerebbe in un tempo di “epiclesi” (invocazione e discesa dello Spirito che consacra) in cui ci si interrogherebbe su quali sono i progetti di Dio su di noi, ci si educherebbe alla sponsalità del corpo, alla fedeltà alla Parola e al sacramento (che sono inscindibili). Il fidanzamento è inoltre tempo di tenerezza, in cui ognuno “tende verso“ l’altro, verso il bene dell’altro e insieme verso Dio.

Il messaggio della tenerezza può essere esteso a tutti gli aspetti della vita di una coppia: da quello sessuale a quello psicologico e spirituale. La sessualità, in particolare, ha una grande importanza nella vita matrimoniale perché è legata al dono della vita che può generare e per questo è necessario riscoprirne il valore: è la potenzialità più alta che l’uomo e la donna hanno per uscire da se stessi e donarsi all’altro; è forza di amare.

E’ importante ribadire che non si può parlare di tenerezza senza invocare lo Spirito Santo,  che è Amore. A Lui possiamo e dobbiamo chiedere la grazia del silenzio interiore degli adoratori per lasciarci amare dall’ Amore Eterno.

Leave a Reply