Profezia
Questo è un articolo tratto dal settimanale Tempi prima dell’aggressione al Presidente del Consiglio, che coglie il senso del clima che si sta costruendo contro chi non si adegua al pensiero unico.
Pensiero che va contro chi politicamente non si allinea, pensiero che tende a delegittimare anche chi vuole mantenere un’identità religiosa forte che è la base della nostra società e fonte della nostra civiltà. Che non bada al mezzo quando si tratta di colpire l’avversario (si pensi alle reazioni alle osservazioni del Papa sull’uso del profilattico in Africa contro l’AIDS). Un attacco a tutto tondo, fatto con e dai maggiori media d’informazione cartacei e televisivi, con un raccordo a tutto tondo che spaziano dalla politica alla religione, che non oppongono argomenti ragionati ma semplicemente considerano una subcultura priva di alcuna legittimazione chi vuole proporre un percorso diverso rispetto al dogma culturale nato dal ‘68 e dall’ideologia marxista.
Se questa è la notte in cui tutte le vacche sono nere, aspettiamoci il “No-BXVI day”
Se qualcuno nutrisse ancora dubbi circa le attitudini dei detentori della verità in tasca, sappia che risulta a Paolo Flores D’Arcais e a Micromega – grandi player nel giro che va da Santoro a Padellaro – che «Benedetto XVI ha lanciato una vera e propria crociata contro la modernità, contro l’eredità illuminista e contro l’autonomia dell’uomo, senza la quale viene meno la possibilità stessa della democrazia, che è sovranità dei cittadini.
Rovesciando completamente le scelte del “Papa buono” e del Concilio, il “Pastore tedesco” pretende che le leggi degli Stati si uniformino alle opinioni morali e ai dogmi di una religione, aprendo la stagione di un nuovo clericalismo costantiniano e di un nuovo Sillabo».
Eccolo lì il cane lupo Benedetto XVI, che analogamente al porco-stragista Silvio Berlusconi minaccia «la possibilità stessa della democrazia». Walter Benjamin, in fuga dalla Germania nazista e morto suicida poche ore prima di imbarcarsi per la libera America diceva che «il carattere distruttivo conosce una sola attività: fare pulizia».
In effetti, le camicie brune inseguivano gli sporchi e corrotti ebrei. E Mussolini ripudiò il socialismo umanitario per marciare contro un parlamento di corrotti. Anche Di Pietro e i suoi cari oggi lottano per la pulizia, testimoniano un bel trend antiparlamentarista e, soprattutto, si erigono a baluardi della libertà di informazione. Peccato che quasi il 50 per cento delle querele fatte dai politici ai mezzi di informazione siano state fatte da politici dell’Idv.
