Il paradiso sono gli altri
Io non ci ho mai creduto. In Dio, intendo. E in tutta quella roba lì, angeli e diavoli. Infatti erano cazzate. D’altra parte è anche vero che sono morto e sono qui. Perchè sono morto, ne sono certo: non posso essere sopravvissuto. Credevo non ci fosse niente, dopo, eppure eccomi. Non sono su una nuvoletta, ho un corpo perfettamente funzionante ed un mondo tutto per me.
Mi viene il dubbio di essere in coma, di stare sognando in attesa che mi stacchino i tubi, ma mi pizzico e sento dolore. Sono vivo, sono sveglio. E sono a casa.
Casa mia è proprio come l’ho lasciata. Anche la città è proprio come l’ho lasciata. A parte il fatto che non c’è nessuno.
Ormai sono giorni che giro. E’ come se nel momento della mia morte tutte le persone della Terra fossero svanite. Le auto in mezzo alla strada, il cibo nei piatti, ma nessuno in vista. Sono solo, completamente solo.
Che goduria.
8. Faccio quel che mi pare nelle case altrui. Non ci credereste a cosa si trova.
14. Ho riempito una stanza intera di soldi e gioielli. Così, nel caso.
33. Da qualche giorno mi sono rotto di entrare nelle abitazioni degli altri. Dopo un po’ viene l’angoscia a guardare le foto sui comodini.
37. Questa non è la Terra. Non me ne ero accorto prima, ma le costellazioni sono tutte differenti. Sono su un altro pianeta, chissà dove nell’universo. Uguale alla Terra. Qualcuno ha creato un pianeta identico alla Terra e mi ci ha ficcato dentro. Alieni, senza dubbio. Qualche esperimento scientifico. Lo sapevo che io ero diverso da tutti gli altri, l’ho sempre saputo. Ciao, alieni, voglio parlare con voi.
49. E’ troppo bello fare quello che si vuole, nessuno che me la meni, perchè non c’è nessuno. Ho tutto a disposizione, da prendere e usare come mi pare. Libertà perfetta. Adesso mi sto divertendo a far saltare in aria automobili. L’incendio di ieri è stato in qualche maniera deludente. La prossima volta voglio provarci con qualcosa di più grosso.
53. Ieri è mancata la luce, e non è tornata. Che mi frega, cambierò città. Non c’è mamma, esercito o polizia ad impedirmi di fare ciò che voglio.
138. Gli alieni non si sono ancora fatti vedere.
215. Ma non c’è proprio nessuno qui?
308. Ieri sono morto. Ancora. Ma stavolta è stato un incidente. Guidavo a trecento all’ora, e ho preso male la curva. Mi sono ritrovato ancora nello stesso punto dove sono morto la prima volta.
Sono tornato a vedere l’auto, è ridotta ad un rottame, dentro non c’è nessuno, nemmeno io. Quegli stronzi di alieni.
1467. Alla radio niente, alla Tv niente. All’inizio c’erano radio che andavano, ma erano nastri. Ormai non ne funziona più nessuna. Tutto sta cadendo a pezzi.
9760. Sono morto quasi trecento volte, mi risveglio sempre qui. Fa sempre male, morire.
14899. Ho spaccato ogni singolo reperto del museo, fatto a pezzettini. Ho strappato tutte le pagine di ogni libro della biblioteca. Nessuno è venuto. Non è che abbia bisogno di loro, ma non mi dispiacerebbe vedere una faccia diversa dalla mia, anche verde.
18375. Ormai sono anni che non c’è più elettricità. Anche la benzina comincia a seccare.
40016. Diventa quasi più facile morire di fame e ritrovarmi da capo che cercare cibo.
78991. Fatemi morire!
144689. Ieri sono stato di nuovo a San Pietro. C’erano ancora le cagate che avevo fatto sugli altari. I paramenti li tocco e si sbriciolano. Il luogo è vuoto, come era vuoto le altre volte. Dio non c’è.
Sono uscito sulla piazza, sotto costellazioni ormai familiari. Mi sono messo al riparo di un leccio secolare, cresciuto sulle rovine dell’obelisco, ed ho guardato quelle maledette stelle tra il fogliame. E mi è venuto un pensiero orrendo. Che la ragione per cui ci sono tante stelle è che tutti quelli come me che pensavano di potere fare da soli hanno avuto realizzato il loro più grande desiderio: un mondo tutto per loro, senza altre persone, senza Dio.
Che questo non è il paradiso: è l’inferno.
Ho urlato ed urlato, ma nessuno mi ha risposto.
Tratto dal blog di Berlicche

