Linearità
Un imprevisto
é la sola speranza . Ma mi dicono
che è una stoltezza dirselo.
(Montale, Prima del viaggio)
Noialtri umani abbiamo poca fantasia. Se una cosa va in un certo modo ci immaginiamo che andrà avanti nella stessa maniera per sempre.
Se la temperatura è salita di un grado negli ultimi vent’anni tra un secolo sarà salita di cinque, e saremo tutti a mollo. Presto tutti i matrimoni finiranno in divorzi. Tra cinquant’anni non ci saranno più preti, e il cristianesimo sparirà. Saremo tutti islamici, che sparano fuori dieci figli per volta contro il singolo viziatissimo nostro.
Se mangio un pollo in dieci minuti ne posso mangiare sei in un ora, e in un giorno ne mangio quasi centocinquanta. Se con l’auto faccio da zero a cento in dieci secondi secondi, su una strada abbastanza lunga posso arrivare alla velocità della luce in…
E’ evidente che non è così. L’esperienza quotidiana insegna che niente è lineare, se non nel regno dell’astrazione. Presto o tardi quello che non avevamo preso in considerazione perchè debole, trascurabile, risibile o semplicemente ignoto o imprevisto verrà ad esigere il pedaggio.
La terra trema sotto i nostri piedi, e ci coglie impreparati. Ma nella nostra finitezza l’unica certezza è che niente può crescere o durare all’infinito, e presto o tardi, malgrado noi, terminerà, sarà ridimensionato, smetterà di salire, crollerà.
L’imprevisto non è il flagello di questo mondo, non ne è il difetto: è il fondamento e la materia di cui è fatto. Non ne prevediamo l’arrivo solo perchè siamo piccoli di testa e di cuore. Esseri finiti, in un mondo tanto più grande di noi.
Tratto dal blog Berlicche
