Educare è donare se stessi
Appunti tratti dalla festa della Famiglia e della Vita svoltasi il 7 febbraio 2010 presso la Chiesa Parrocchiale “Madonna della Salute”, quartiere di Villa Mosca, Teramo sul tema “Educare è donare se stessi. Famiglia – Scuola – Parrocchia. Insieme per l’Educativo”
Intervento di don Paolo Gentili, Direttore dell’Ufficio C E I per la Pastorale della Famiglia.
Gli appunti sono stati liberamente riadattati dall’equipe della pastorale familiare di Giulianova per consentire una maggiore fruibilità del testo.
Cos’è la persona? E’ l’amore è fattore costitutivo della persona? E cos’è che rende un uomo o una donna “persona”?
Viviamo un tempo in cui la parola amore assume tanti significati. Il suo uso e a volte l’abus,o ne ha svilito e svuotato il contenuto. Le parole “ti amo” venivano tempo fa pronunciate raramente, in momenti importanti e quasi con pudore. Oggi dire ti amo è facilissimo, così come lo è poi il lasciarsi.
E’ questo l’amore? Oggi l’amore ha tante facce, tanti aspetti, tanti tipi se ne possono trovare, ma quello tra uomo e donna emerge come modello di amore per eccellenza, e vi è in gioco una promessa di felicità a cui gli altri tipi di amore diventano secondi. Ma, esaminando la situazione oggi, si può dire che il mondo in cui viviamo è un mondo senza amore?
Al di là dei mass media che hanno altri modelli da imporre, il quotidiano resta eroicamente pieno di gesti di amore, ed essi danno luce al mondo. Citando Giovanni Paolo II “Anche una fiamma leggera che s’inarca, solleva il pesante coperchio della notte”. Ed ancora “L’uomo non può vivere senza amore……è una vita priva di senso se l’uomo non lo gusta e non lo sperimenta”.
Il mondo in cui viviamo non è senza amore, ma esso ha bisogno di avere spazio per crescere e far crescere. L’amore rendono un uomo ed una donna realmente persone e, prendendo a prestito le parole di Santa Gianna Beretta Molla, l’amore per una coppia ma anche nella relazione quotidiana significa “non metter al centro l’io, ma passare al tu”. Restituire agli altri la tenerezza di Cristo.
Ci si illude oggi che l’uomo valga per ciò che possiede (lavoro, casa, status sociale, posizione, attenzione, riconoscimento) e si confonde la felicità, che è per sempre, con il piacere, sostanzialmente effimero, il bisogno con la vocazione. Anche la lettera dei Vescovi italiani ha ribadito di non confondere la riccchezza della vita con quella materiale perchè è proprio la relazione umana che dà il gusto vero alla vita.
A scuola, l’insegnante bravo avvicina gli alunni al senso della vita. La sinergia di questo compito, con quello della famiglia, permette all’uomo di formarsi persona. Le coppie cristiane non sono migliori di altre, ma sono per la società come è l’anima per il corpo, umanizzando e vivificando gli ambienti che frequentano. Rappresentano fisicamente l’amore di Dio per l’uomo, un continuo perdono ed un volersi bene sempre. La coppia è la prima cosa creata da Dio. Ed essere fedeli significa vivere in un continuo stato di conversione. In questo modo, la famiglia riaccende l’amore. Quello che invece che la famiglia deve evitare è il virus dell’isolamento. Per questo, la famiglia deve poggiarsiad una rete di famiglie, per evitare di assumere se stessa a metro di misura della realtà e rischiando seriamente di non farcela.
Cinque oggi sono gli ambiti in cui si può sviluppare un discorso pastorale per la famiglia ed un percorso:
- La tradizione. Il luogo dove avviene l’incontro tra le generazioni, dove si gusta la ricchezza dei padri. Oggi in effetti, se c’è una generazione incredula, è il segno che qualcosa è mancato.
- L’affettività. La famiglia è la palestra dell’amore, dove l’affettività diventa matura grazie al confronto, al prendere sul serio le istanze, a mettersi in gioco.
- La fragilità. Aperti sempre all’infinito ma consapevoli della fragilità umana. E non si può non pensare ai terremoti recenti che hanno evidenziato la fragilità umana, in una vita dove, è bene ricordarlo, siamo di passaggio ed è solo la realtà quella in cui noi dobbiamo muoverci e costruire cose che rimangano al di là della fragilità.
- La cittadinanza. L’attenzione a crescere come uomini e donne, l’attenzione al domani, alla patria, alle istituzioni. Questo dona stabilità sociale perchè la famiglia è cellula costitutiva fondamentale della società.
- Lavoro e festa. Ritornare alla umana e cristiana festività, alla convivialità e all’incontro.
Il continuo stato di conversione a Cristo guida alla ricerca della verità. Scuola, parrocchia e famiglia sono chiamati a questo compito. La ricerca della verità e la verità fa pensare all’unisuono ed unisce gli spiriti (Caritas in veritate). La verità deve diventare l’obiettivo di vita. E l’amore diventa allora il fattore essenziale che predispone alla verità.
Incontro organizzato dall’ ufficio per la Pastorale della Famiglia della Diocesi di Teramo – Atri in collaborazione con:
- Ufficio per l’Evangelizzazione della Cultura e Progetto culturale;
- Ufficio Evangelizzazione e Catechesi;
- Ufficio per la Pastorale scolastica;
- Ufficio per la Scuola.
