Scorciatoie
So resistere a tutto tranne che alle tentazioni, diceva Oscar Wilde. Sempre più mi convinco che sia lui la l’idolo per questa generazione.
Una volta era il santo, colui che realizzava la perfezione spirituale. Poi venne il divo, l’uomo di successo, chi che vedeva riconosciuta la sua eccellenza materiale. Troppo impegnativo: ai nostri giorni è colui che si vanta delle sue debolezze invece di tentare di correggerle la figura che si desidera seguire. Umorista di seconda mano, compagnone, fintamente trasgressivo e perciò completamente conformista, impegnato su niente, succube su tutto.
L’ideale per il potere: facile da manipolare e contento di esserlo.
In questi giorni in cui l’inverno fa spirare i suoi ultimi venti in un cielo azzurro la farmacia è piena di gente che s’è tolta il maglione troppo presto o troppo tardi. Mentre sono in attesa l’occhio mi cade su uno scaffale. Scatole variopinte lo ricoprono. Ci metto qualche istante a capire che contengono ciò che si mangia quando non si vuole mangiare. Costano come un buon pasto, in effetti più di quanto spendo normalmente a pranzo.
Mi domando chi sia disposto a pagare tanto per mangiare qualcosa che riempie come una balla di fieno e probabilmente ne ha la stesse calorie. La risposta mi viene immediata: chi non sa resistere alle tentazioni. Invece di affinare la volontà c’è una pillola che la spegne. E ancora una volta mi meraviglio di dove siamo disposti ad arrivare pur di non esercitare quel muscolo obsoleto ed atrofizzato che è la consapevolezza di noi stessi.
Tratto dal blog di Berlicche
