La fede che se ne va in un soffio
Un’indagine statistica nazionale ha accertato che in Italia i giovani (18-22 anni) che si dicono cristiani cattolici sono diminuiti del 14% in sei anni, passando dal 66,8 al 52,7% o giù di lì.
U
n trend del genere porterebbe a pensare che in una trentina d’anni più nessun giovane italiano si dirà cristiano cattolico. Il che è possibile.
Ma soprattutto questi dati ci dicono una cosa: una fede vissuta come pura eredità, come convenzione o come convincimento morale o culturale non tiene, e specie nei più giovani, viene spazzata via rapidamente dalla vita e dalla furia con cui i media e i maitre a penser attaccano la fede continuamente. Anche un laico agnostico e gran penna del giornalismo come Giancarlo Perna se n’è accorto nei giorni scorsi. E ha accusato il gran circo di accusatori ormai in servizio permanente effettivo della Chiesa.
D’altra parte troppe volte la Chiesa italiana ha offerto l’idea di occuparsi con faccende organizzativistiche (convegni, piani pastorali, documenti, politica, morale) piuttosto che annunciare la fede là dove i giovani vivono.
Ma dunque il fatto resta: la fede se ne va in un soffio se non è radicata in un avvenimento che tocca le radici della personalità. Solo quando è così si potrà dire dei ragazzi di oggi come dei primi cristiani: niente prevarrà contro di loro.
Tratto dall newsletter IlClandestinoZoom
