Non c’è più rispetto
L’anno scolastico è agli sgoccioli, le ultime interrogazioni sono alle porte. Mia moglie sfoglia le pagine del libro di storia. Mio figlio ha sottolineato tutte le parole di tutte le pagine, in effetti non un gran contributo alla comprensione del testo. Greci, Romani…poi l’occhio le cade su una pagina, l’unica, intonsa, immacolata.
Chiama il ragazzino: “Come mai questa non è sottolineata?” “La maestra non ce la fa studiare…”
Il titolo della pagina è “Il cristianesimo, nascita di una nuova religione”.
Mia moglie trasecola. “E come mai?”
“Ah, la maestra la settimana scorsa ci ha fatto un discorso di un quarto d’ora su questo…non ce la fa fare per rispetto di quelli che non ci credono”.
Nella sua classe, su ventitre alunni, c’è un figlio di testimoni di Geova e una allieva di padre musulmano.
Si chiariscono i particolari. Sì, l’hanno letta in classe, ma rimane fuori dalle interrogazioni. Considerando l’usuale grado di attenzione degli alunni equivale ad averla saltata del tutto. Studieranno i venti secoli seguenti intrisi e formati di cristianesimo senza praticamente sapere com’è nato.
Mia moglie, quando me lo racconta, è proprio incavolata. Io sono triste. I bambini impareranno che il rispetto dell’altro significa rinunciare alle proprie idee, ignorare i fatti basilari della storia pur di non irritare – o presumere di irritare – l’altro. Mi domando a questo punto perchè si sono studiate le divinità greche, egizie, germaniche. Per rispetto si sarebbero dovute evitare anch’esse, o sbaglio? E se qualcuno fosse stato contro l’imperialismo, si sarebbe dovuto forse saltare l’Impero Romano a piè pari? E cosa dire della mancanza di rispetto che nasce dall’ignorare la stragrande maggioranza di cristiani?
Forse rispetto vuol dire anche valutare che il prossimo sia in grado di capire e scegliere. Ma per averlo occorre sapere bene quello che si è.
Tratto dal blog Berlicche
