La novità in qualcosa che accade ora
«La vita come novità infatti si sperimenta molto più nell’accadimento di qualcosa che si attende che non nella differenza come tale di un presente da un passato.»
«Il tempo si fa breve». Non c’è nessuna verità che più di questa punga il nostro umano orgoglio, ma anche la nostra sete di vita. E se un altro orizzonte non s’aprisse sul breve orizzonte di tutti i nostri giorni, grave sarebbe la pesantezza, il peso della vita stessa.
«Il tempo si fa breve». E come dice il canto: «Troppo perde il tempo chi ben non t’ama». Ma chi, tra noi, ben t’ama, o Gesù? Chiunque si illudesse: «Non ho peccato», sarebbe un mentitore. Anzi, farebbe mentitore Dio. Perché Dio ha rivelato l’essenza ultima della sua natura come misericordia, esprime la sua onnipotenza nel perdono.
Non capisce questo Mistero chi fosse facilmente distratto, non attento, a ciò che Gesù ci ha fatto e ci fa pervenire attraverso quell’angelo che ci annuncia tutti i giorni la Sua presenza, che si chiama Chiesa, si chiama compagnia nostra – perché la Chiesa è fatta anche della nostra compagnia.
In tale compagnia, nella vita della Chiesa, davanti al Mistero ultimo di misericordia e di perdono che ci conforta, che ci rassicura, che ci fa riprendere mille volte al giorno, tutti i giorni, stiamo attenti, alle parole forse più note del Vangelo: «Vigilate, state all’erta!». Non siamo distratti! Ma perché la nostra compagnia s’è fatta? Perché si sostiene?
Perché ci tolleriamo reciprocamente, se non per richiamarci a questa vigilanza che è la saggezza del vivere, che è la ricchezza del tempo e che è scoperta continua del nostro destino, la fortuna del nostro destino?
( LUIGI GIUSSANI, 1994)
