La fortezza della solitudine

Fortress-of-SolitudeChe umiliazione, seguire un bambino. Quanto ci secca, quanto ci brucia. Con tutta la nostra intelligenza, tutta la nostra cultura, le analisi minuziose, i progetti precisi. Non riusciamo a capire come possa accadere, qualcosa che non abbiamo previsto.

Eppure è la nostra sola salvezza. La sola speranza di uscire dalla fortezza che ci siamo costruiti per difenderci da quegli orrori lì fuori. Un bambino che arrivi, ci prenda per mano, spalanchi quei cancelli e ci faccia vedere che fuori non c’è niente di cui avere paura.

Possiamo anche rifiutarci. Possiamo costruire torri di parole e fossati colmi di odio, recriminazione e sospetto. Superuomini nella nostra fortezza della solitudine, una landa fredda e desolata in cui niente può crescere, mai.

Seguire un bambino, quel bambino, sciogliersi in pianto, e poi ridere di gioia. Abbandonare la fortezza. Essere di nuovo vivi.

Buon Natale.

Tratto dal blog di Berlicche

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