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	<title>Sicomoro Giulianova &#187; Preparazione al matrimonio 2009</title>
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	<description>Pastorale Familiare Giulianova</description>
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		<title>Il matrimonio</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 19:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Preparazione al matrimonio 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì un collega ci ha sorpresi. Ha portato in ufficio un paio di vassoi di paste, informandoci che il giorno dopo si sarebbe sposato.
Durante la festicciola improvvisata non sono state poche le battute infarcite di amari luoghi comuni e battute anche piuttosto grevi (&#8221;Se non è incinta perché la sposi?&#8221;, tanto per fare un esempio) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/03/matrimonio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1738" title="matrimonio" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/03/matrimonio-300x204.jpg" alt="matrimonio" width="300" height="204" /></a>Venerdì un collega ci ha sorpresi. Ha portato in ufficio un paio di vassoi di paste, informandoci che il giorno dopo si sarebbe sposato.</p>
<p>Durante la festicciola improvvisata non sono state poche le battute infarcite di amari luoghi comuni e battute anche piuttosto grevi (&#8221;Se non è incinta perché la sposi?&#8221;, tanto per fare un esempio) passate nell&#8217;indifferenza o consenso generale. Solo una di noi ha osato sussurrare &#8220;io mio marito me lo sposerei tutti i sabati&#8221;.</p>
<p>Di alcuni conosco le tristi storie personali. Di altri il cinismo ostentato. Di tutti il non credere, l&#8217;ateismo pratico. E mi veniva il pensiero che anch&#8217;io avrei potuto essere come loro, per tutte le volte che sono stato ferito. Per tutte le volte che l&#8217;abisso tra le cose sperate e la vita quotidiana mi si è spalancato sotto i piedi, e sono caduto.</p>
<p>Eppure c&#8217;è sempre stato un filo sottile che mi ha aiutato a risalire da quel pozzo; che in mezzo alla tempesta delle delusioni mi ha fatto tornare a quel momento, a quella promessa che ho fatto. E mi sono sentito contento di quella strada che ho scelto, irta di difficoltà e incomprensioni e litigi e che eppure va avanti, e mi dona attimi di calda felicità.</p>
<p>Se non fosse stata infrangibile quella promessa l&#8217;avrei già rotta da chissà quando, e mi troverei anch&#8217;io con la tristezza tragica e cinica del già vissuto, del tempo perduto, della speranza infranta, come nel celebre poema di <a href="http://berlicche.splinder.com/post/22406148/La+tristezza+del+gi%C3%A0+vissuto" target="_blank">Donne</a>. Perchè è questo il tragico delle promesse umane: sono durevoli quanto siamo forti noi.</p>
<p><strong>E l&#8217;amarezza è inevitabile quando desideriamo l&#8217;eterno, e non osiamo affidarci a Lui</strong>.</p>
<p>Tratto dal blog di <a href="http://berlicche.splinder.com/">Berlicche</a></p>
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		<title>La sposa</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 20:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Preparazione al matrimonio 2009]]></category>
		<category><![CDATA[sposa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo uomo chiamò la Sposa. &#8220;Vieni da me,&#8221; le disse, &#8220;ti amerò come nessun altro. Il mio amore è immenso, non ne troverai di uguali!&#8221;
&#8220;E perché mi ami?&#8221; lei gli chiese.
&#8220;Perché ne ho voglia. Perchè è un sentimento che mi prende tutto e al quale non so resistere&#8221; disse lui.
&#8220;Ma mi sposerai? Sarà per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/02/sposa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1625" title="sposa" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/02/sposa.jpg" alt="sposa" width="120" height="150" /></a>Il primo uomo chiamò la Sposa. &#8220;Vieni da me,&#8221; le disse, &#8220;ti amerò come nessun altro. Il mio amore è immenso, non ne troverai di uguali!&#8221;<br />
&#8220;E perché mi ami?&#8221; lei gli chiese.<br />
&#8220;Perché ne ho voglia. Perchè è un sentimento che mi prende tutto e al quale non so resistere&#8221; disse lui.<br />
&#8220;Ma mi sposerai? Sarà per sempre, questo amore immenso?&#8221; domandò la Sposa<br />
Lui esitò. &#8220;Cosa importa il per sempre? Il nostro adesso è quello che importa&#8221;.<br />
Ma lei era già volteggiata via. &#8220;Il tuo sentimento sarà pure sincero, ma come ogni sentimento durerà come un soffio di vento; sarebbero troppe le sere ad aspettare un tuo ritorno che non arriverà mai&#8221;.</p>
<p>Il secondo uomo chiamò la Sposa. &#8220;Vieni da me,&#8221; le disse, &#8220;e farò tutto per te.&#8221;<br />
&#8220;E perché lo farai?&#8221; lei gli chiese.<br />
&#8220;Perché devo&#8221;, lui disse. &#8220;Cercherò di essere degno di te, ti onorerò e rispetterò e mi darai te stessa. Chi ci guarderà non potrà che giudicarci la coppia perfetta&#8221;.<br />
Lei pensò un attimo sulla sua risposta. &#8220;Ma la tua decisione non ha nulla a che vedere con me. Se ci sposassimo, tu saresti sempre triste perchè non riusciresti mai ad essere quello che vorresti essere. Come io non sarei mai l&#8217;immagine che tu ti sei fatta di me. Non si può essere quelli che si è perchè bisogna; non è quello che cerco.&#8221; disse, e si volse.</p>
<p>Il terzo uomo chiamò la Sposa. &#8220;Vieni da me,&#8221; le disse, &#8220;tu sei colei che attendevo.&#8221;<br />
&#8220;E perché mi attendevi?&#8221; lei gli chiese.<br />
&#8220;Perché sei ciò che il mio cuore desidera,&#8221; lui disse, &#8220;sei la strada e ciò a cui la strada porta. E voglio camminare con te il resto della vita.&#8221;<br />
&#8220;Te lo dice il cuore?&#8221; Chiese lei<br />
&#8220;Il cuore e la ragione&#8221; rispose lui.<br />
Lei gli porse la mano, e lui la prese.</p>
<p>Tratto dal blog <a href="http://berlicche.splinder.com/" target="_blank">Berlicche</a></p>
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		<title>Educare è donare se stessi</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 14:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia e coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Appunti tratti dalla festa della Famiglia e della Vita svoltasi il 7 febbraio 2010 presso la Chiesa Parrocchiale &#8220;Madonna della Salute&#8221;, quartiere di Villa Mosca, Teramo sul tema &#8220;Educare è donare se stessi. Famiglia &#8211; Scuola – Parrocchia. Insieme per l’Educativo&#8221;
Intervento di don Paolo Gentili, Direttore dell’Ufficio C E I per la Pastorale della Famiglia.
Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/02/festa_famiglia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1589" title="festa_famiglia" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/02/festa_famiglia.jpg" alt="festa_famiglia" width="195" height="288" /></a>Appunti tratti dalla festa della Famiglia e della Vita svoltasi il 7 febbraio 2010 presso la Chiesa Parrocchiale &#8220;Madonna della Salute&#8221;, quartiere di Villa Mosca, Teramo sul tema &#8220;Educare è donare se stessi. Famiglia &#8211; Scuola – Parrocchia. Insieme per l’Educativo&#8221;</strong></p>
<p>Intervento di don Paolo Gentili, Direttore dell’Ufficio C E I per la Pastorale della Famiglia.</p>
<p><strong><em>Gli appunti sono stati liberamente riadattati dall&#8217;equipe della pastorale familiare di Giulianova per consentire una maggiore fruibilità del testo</em></strong>.</p>
<p>Cos&#8217;è la persona? E&#8217; l&#8217;amore è fattore costitutivo della persona? E cos&#8217;è che rende un uomo o una donna &#8220;persona&#8221;?</p>
<p>Viviamo un tempo in cui la parola amore assume tanti significati. Il suo uso e a volte l&#8217;abus,o ne ha svilito e svuotato il contenuto. Le parole &#8220;ti amo&#8221; venivano tempo fa pronunciate raramente, in momenti importanti e quasi con pudore. Oggi dire ti amo è facilissimo, così come lo è poi il lasciarsi.</p>
<p>E&#8217; questo l&#8217;amore? Oggi l&#8217;amore ha tante facce, tanti aspetti, tanti tipi se ne possono trovare, ma quello tra uomo e donna emerge come modello di amore per eccellenza, e vi è in gioco una promessa di felicità a cui gli altri tipi di amore diventano secondi. Ma, esaminando la situazione oggi, si può dire che il mondo in cui viviamo è  un mondo senza amore?</p>
<p>Al di là dei mass media che hanno altri modelli da imporre, il quotidiano resta eroicamente pieno  di gesti di amore, ed essi danno luce al mondo. Citando Giovanni Paolo II &#8220;Anche una fiamma leggera che s&#8217;inarca, solleva il pesante coperchio della notte&#8221;. Ed ancora &#8220;L&#8217;uomo non può vivere senza amore&#8230;&#8230;è una vita priva di senso se l&#8217;uomo non lo gusta e non lo sperimenta&#8221;.</p>
<p>Il mondo in cui viviamo non è senza amore, ma esso ha bisogno di avere spazio per crescere e far crescere. L&#8217;amore rendono un uomo ed una donna realmente persone e, prendendo a prestito le parole di Santa Gianna Beretta Molla, l&#8217;amore per una coppia ma anche nella relazione quotidiana significa &#8220;non metter al centro l&#8217;io, ma passare al tu&#8221;. Restituire agli altri la tenerezza di Cristo.</p>
<p>Ci si illude oggi che l&#8217;uomo valga per ciò che possiede (lavoro, casa, status sociale, posizione, attenzione, riconoscimento) e si confonde la felicità, che è per sempre, con il piacere, sostanzialmente effimero, il bisogno con la vocazione. Anche la lettera dei Vescovi italiani ha ribadito di non confondere la riccchezza della vita con quella materiale perchè è proprio la relazione umana che dà il gusto vero alla vita.</p>
<p>A scuola, l&#8217;insegnante bravo avvicina gli alunni al senso della vita. La sinergia di questo compito, con quello della famiglia, permette all&#8217;uomo di formarsi persona. Le coppie cristiane non sono migliori di altre, ma sono per la società come è l&#8217;anima per il corpo, umanizzando e vivificando gli ambienti che frequentano. Rappresentano fisicamente l&#8217;amore di Dio per l&#8217;uomo, un continuo perdono ed un volersi bene sempre. La coppia è la prima cosa creata da Dio. Ed essere fedeli significa vivere in un continuo stato di conversione. In questo modo, la famiglia riaccende l&#8217;amore. Quello che invece che la famiglia deve evitare è il virus dell&#8217;isolamento. Per questo, la famiglia deve poggiarsiad una rete di famiglie, per evitare di assumere se stessa a metro di misura della realtà e rischiando seriamente di non farcela.</p>
<p>Cinque oggi sono gli ambiti in cui si può sviluppare un discorso pastorale per la famiglia ed un percorso:</p>
<ol>
<li>La tradizione. Il luogo dove avviene l&#8217;incontro tra le generazioni, dove si gusta la ricchezza dei padri. Oggi in effetti, se c&#8217;è una generazione incredula, è il segno che qualcosa è mancato.</li>
<li>L&#8217;affettività. La famiglia è la palestra dell&#8217;amore, dove l&#8217;affettività diventa matura grazie al confronto, al prendere sul serio le istanze, a mettersi in gioco.</li>
<li>La fragilità. Aperti sempre all&#8217;infinito ma consapevoli della fragilità umana. E non si può non pensare ai terremoti recenti che hanno evidenziato la fragilità umana, in una vita dove, è bene ricordarlo, siamo di passaggio ed è solo la realtà quella in cui noi dobbiamo muoverci e costruire cose che rimangano al di là della fragilità.</li>
<li>La cittadinanza. L&#8217;attenzione a crescere come uomini e donne, l&#8217;attenzione al domani, alla patria, alle istituzioni. Questo dona stabilità sociale perchè la famiglia è cellula costitutiva fondamentale della società.</li>
<li>Lavoro e festa. Ritornare alla umana e cristiana festività, alla convivialità e all&#8217;incontro.</li>
</ol>
<p>Il continuo stato di conversione a Cristo guida alla ricerca della verità. Scuola, parrocchia e famiglia sono chiamati a questo compito. La ricerca della verità e la verità fa pensare all&#8217;unisuono ed unisce gli spiriti (Caritas in veritate). La verità deve diventare l&#8217;obiettivo di vita. E l&#8217;amore diventa allora il fattore essenziale che predispone alla verità.</p>
<p><strong>Incontro organizzato dall&#8217; ufficio per la Pastorale della Famiglia della Diocesi di Teramo &#8211; Atri in collaborazione con:</strong></p>
<ul>
<li>Ufficio per l&#8217;Evangelizzazione della Cultura e Progetto culturale;</li>
<li>Ufficio Evangelizzazione e Catechesi;</li>
<li>Ufficio per la Pastorale scolastica;</li>
<li>Ufficio per la Scuola.</li>
</ul>
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		<title>I fidanzati a Loreto</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 22:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preparazione al matrimonio 2009]]></category>
		<category><![CDATA[fidanzati]]></category>
		<category><![CDATA[loreto]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>

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		<description><![CDATA[La sintesi della relazione dei coniugi Attilio Danese e Giulia Paola di Nicola nell’incontro diocesano a Loreto.
 
Il cammino degli sposi, della coppia, è un itinerario graduale di crescita e di scoperta ma è nel contempo un compito non scontato in partenza, che richiede un impegno forte e costante.
Il messaggio della Chiesa è che la coppia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;text-align:left;"><span style="font-family:&quot;"><strong>La sintesi della relazione dei coniugi Attilio Danese e Giulia Paola di Nicola nell’incontro diocesano a Loreto.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Il cammino degli sposi, della coppia, è un itinerario graduale di crescita e di scoperta ma è nel contempo un compito non scontato in partenza, che richiede un impegno forte e costante.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Il messaggio della Chiesa è che la coppia ha un percorso graduale da compiere<span> </span>verso la santità (vedi la Familiaris Consortio, n. 34). Possiamo assimilarlo ad un cammino su un crinale di una montagna, con il rischio<span> </span>in ogni momento di cadere da una parte o dall&#8217;altra del crinale stesso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Che si tratti di un cammino verso la santità è ormai ben chiaro nella Chiesa e sono passati anni da quando un cardinale disse a Pio XII: “Santo Padre, ha sentito che fregatura ha preso il presidente dell’Aziona Cattolica?”. “non sapevo che il Signore avesse istituito sei sacramenti e una fregatura” (Vita di Pio XI).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Esaminiamo ora i due lati del crinale della montagna pensando all’impegno di ogni coppia lungo il suo cammino di mantenersi nel giusto equilibrio, evitando di cadere in quegli eccessi che ne insidiano appunto l&#8217;ascesa alla santità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><strong><span style="font-family:&quot;">Perfettismo e routine</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Nelle analisi delle scienze sociali, molti matrimoni falliscono perché la vita coniugale non ha risposto alle attese eccessive di felicità che ciascuno aveva immaginato e l’altro non è stato all’altezza del “principe azzurro” che avrebbe dovuto essere secondo l’immaginazione dell’innamorato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Il perfettismo è un eccesso di aspettative sull&#8217;altro, che può compromettere il rapporto, quando l&#8217;aspettativa stessa non viene corrisposta. Nel matrimonio l’altro va accettato come è, con i suoi pregi e i suoi limiti. Proprio la diversità è la sfida del viaggio che si fa insieme, una nuova avventura nel conoscersi, riconoscersi, ricominciare a costruire il rapporto in modo sempre nuovo tenendo conto delle possibilità di ciascuno, degli eventi, della Grazia. L’unicità e il mistero che connota ogni persona è per gli sposi garanzia di rottura della routine, ma questo richiede che non si arrivi al matrimonio sulla base di un&#8217;ingenua fiducia nell&#8217;altro idealizzato e in qualche modo negato nella sua realtà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">La sfida di accettare una persona con i propri limiti è da farsi sempre per vivere bene in coppia. Il guardarsi, l&#8217;accettarsi ricostruire il rapporto in modo nuovo trasforma quello che sembra un limite in una risorsa. Una maniera viva di coltivare la sintonia coniugale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><strong><span style="font-family:&quot;">Continuità e relazione</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Capita di constatare che “lui/lei non è più quello che ho sposato/a”. Quando si constata ciò, è importante ricalibrare il rapporto e reinventarsi&#8230; E&#8217; vero, la persona non rimane sempre la stessa. Diremmo per fortuna! Ciascuno di noi muta nel tempo dalla culla alla tomba e nello stesso tempo può riconoscersi lo stesso lungo l’arto della vita. Così è per il coniuge e la forma stessa che assume il nostro amore. La sfida è coniugare insieme continuità e cambiamento o, con le parole di P. Ricoeur, l’idem (lo stesso) e l’ipse (l’io che si fa negandosi).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">L’amore vero è sempre intelligente. Infatti, osservando e capendo noi stessi e il nostro partner, noi possiamo inventare ogni giorno il nostro rapporto. L&#8217;amore è creativo ma bisogna tenere ferma la fedeltà perché questa creatività abbia modo di esprimersi. Fedeltà al rapporto significa decidere insieme l’orientamento della vita, dalle cose più grandi alle più piccole: acquisti, amicizie ed altro. Fare insieme infatti fa crescere lo spirito di comunione, smussa le angolosità di ciascuno e assicura anche quella presenza del Cristo che ama stare tra quanti si amano (Cf Mt 18,20).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">“I cristiani hanno il gusto della bellezza e s&#8217;infastidiscono della pigrizia”. Questa è una citazione del card. Martini che ben può rappresentare l&#8217;ambiente ed il modo di vivere di una coppia cristiana. Una bella casa ad esempio (non nel senso di una bellezza come fine ma una rappresentazione anche nelle cose della bellezza di un rapporto). Le nostre case sono il luogo per esercitare l&#8217;accoglienza del prossimo. Case belle, sobrie, piacevoli, che debbono riflettere l&#8217;armonia della condivisione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><strong><span style="font-family:&quot;">Pace e conflitto</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Se una coppia pensa di non litigare mai, allora è meglio che il rapporto venga riesaminato prima di sposarsi. Perché sicuramente nel corso della vita prospettive e pareri saranno diversi. Non è possibile che l’altro magari lievemente, magari involontariamente non ferisca la nostra sensibilità prima o poi. Dobbiamo metterlo in conto. Non ci si sposa perché si va sempre d’accordo, ma perché ci si impegna a restare uniti nella “buona e nella cattiva sorte”, ossia nei momenti di sintonia e anche in quelli in cui si potranno avere visioni diverse e contrastanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Il conflitto ben gestito può essere di aiuto a ristabilire una pace più vera e più feconda.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Ci si può spaventare di fronte al litigio perché si pensa che tutto debba essere messo in gioco. In realtà non è così, ma è importante attraversare bene i conflitti. Del resto non possiamo pensare che sia amore coniugale quello costruito su una pace stagnante, fatta di frustranti silenzi sulle cose che non vanno, di micce scansate ma sempre pronte e esplodere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><strong><span style="font-family:&quot;">Unità e pluralità</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:&quot;">Nel matrimonio si privilegia una sola persona. Infatti, s&#8217;impara ad amare guardando l&#8217;altro. Non è vero che nel matrimonio l’amore di una sola persona rimpicciolisce e restringe il cuore rispetto all’amore universale per tutti. </span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">(a questo proposito si vedano: </span><span style="font-size:10pt;">G. P. Di Nicola – A. Danese: Simone Weil. Abitare la contraddizione, Devoniane, Roma 1991</span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> e, degli stessi autori: </span><span style="font-size:10pt;">Verginità e Matrimonio. Reciprocità e diversità di due</span><span style="font-size:10pt;"> <span>Vocazioni</span>, San Paolo, Milano 2000.</span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> http://www.prospettivapersona.it/index.php/vedi/10-libri.html)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">E le vecchie abitudini? Esse devono essere condivise e ricalibrate con l&#8217;altro, per evitare proprio che esse, non soddisfatte, diventino un momento di risentimento. Le gelosie appunto debbono essere messe su un piano diverso. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><strong><span style="font-family:&quot;">Uguaglianza e differenza</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">La tentazione che può capitare è quello d&#8217;incapsulare o fagocitare l&#8217;altro nella propria orbita. Il matrimonio però esige l&#8217;accettazione ed il rispetto dell&#8217;altro. Infatti le idee diverse arricchiscono la famiglia se si impara a custodire l&#8217;amore nonostante un punto di vista differente. Anche in questo ambito è necessaria l’intelligenza della formazione familiare che l’altro ha ricevuto, della sua personalità, dei suoi ideali, delle esperienze fatte lungo il corso della vita…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Altrimenti il rischio è l&#8217;intolleranza. Ancora, la capacità di accogliere i limiti è fondamentale perché la differenza dell&#8217;altro non penalizzi ma arricchisca la relazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Il matrimonio è risorsa, è gioia. Nei limiti dell&#8217;altro si rispecchiano anche i nostri limiti e tutti possono essere abbracciati da uno sguardo di misericordia. E&#8217; difficile infatti “scontrarsi” con i propri limiti. Nella dialettica tra uguaglianza e differenza l’amore può passare per esperienze negative che appaiono temporaneamente fallimentari e che vanno affrontate il più possibile insieme, valutate in vista di una nuova configurazione del rapporto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><strong><span style="font-family:&quot;">Giustizia e perdono</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Le situazioni d&#8217;ingiustizia possono verificarsi anche inintenzionalmente. Quando capita, bisogna rimetterle in parità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">L&#8217;amore infatti è tra due persone eguali (Hegel) e va ricostruito giorno per giorno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Tutto è importante per la santità, soprattutto il modo con cui si affrontano le piccole esperienze di ogni giorno (lavare i piatti, pulire i bambini, la casa…). Il grande amore romantico si verifica nella quotidianità. Lì facilmente riemerge l’egoismo di ciascuno e dunque si creano situazioni di ingiustizia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">Senza perdono il matrimonio non regge. E&#8217; una necessità da mettere in conto. Come dicono le scritture “non tramonti il sole sopra la vostra ira”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><strong><span style="font-family:&quot;">Morte e risurrezione</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:1cm;"><span style="font-family:&quot;">L&#8217;amore risorge sempre, nonostante le piccole morti che costellano la nostra vita. Il percorso non è facile ma è “divino”. Errori, incomprensioni, tradimenti nella sensibilità ed altro possono farci credere che tutto sia finito. Talvolta<span> </span>è necessario rinviare le discussioni per rimettersi prima a posto con il verticale (Dio). L&#8217;orizzontale poi va a posto da se. Se si ha fede, si avverte il bisogno di chiedere l&#8217;aiuto di Dio. E&#8217; importante attingere a Dio, nutrirsi di Lui con l’Eucarestia e chiedergli la forza di ricominciare sempre (ad esempio con la confessione), certi che sta a Lui far rivivere i morti, dunque anche il nostro amore.</span></p>
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		<title>Casomai</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 13:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Preparazione al matrimonio 2009]]></category>
		<category><![CDATA[casomai]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo incontro del percorso ha visto la proiezione del film Casomai, con Fabio Volo e Stefania Rocca.
Riportiamo il commento fatto dall&#8217;equipe per alcuni spunti di discussione.
Il matrimonio è una faccenda privata?
Il matrimonio è una faccenda privata?
Riguarda veramente solo ed esclusivamente i due scriteriati irrazionali che si giurano amore eterno senza averne le forze (e spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo incontro del percorso ha visto la proiezione del film Casomai, con Fabio Volo e Stefania Rocca.</p>
<p>Riportiamo il commento fatto dall&#8217;equipe per alcuni spunti di discussione.</p>
<p><strong>Il matrimonio è una faccenda privata?</strong></p>
<p>Il matrimonio è una faccenda privata?<br />
Riguarda veramente solo ed esclusivamente i due scriteriati irrazionali che si giurano amore eterno senza averne le forze (e spesso nemmeno le intenzioni) ?<br />
No sicuramente !<br />
La stabilità della coppia sulla scivolosa lastra di ghiaccio della vita è questione troppo importante e vitale perché venga relegata alla sfera dell’intimità e del sentimento (non fosse altro per quel frutto duraturo e evidentemente “altro” che sono i figli).</p>
<p>Ma se la rilevanza sociale del rapporto matrimoniale stabilmente e consapevolmente accettato da un uomo e da una donna degenera nel chiacchiericcio invadente e stressante di parenti, amici e estranei, allora mantenersi in equilibrio ha un che di eroico e diviene un’impresa che supera le possibilità umane.<br />
Le inevitabili cadute non fanno altro che generare altro chiacchiericcio e altro stress, altre incomprensioni e insanabili risentimenti.</p>
<p>Eppure…<br />
Eppure l’oggettività di quel gesto (il consenso matrimoniale espresso davanti a Dio e con la fiducia nella sua Grazia) trascende e supera la meschinità e la distrazione degli stessi sposi e del loro distratto e cinico entourage.<br />
Eppure ciò che sembra inevitabile può essere evitato, ciò che il tempo sciupa e consuma può acquistare un senso ed essere salvato.</p>
<p>E allora, se nessuno vuole assumersi la responsabilità di aiutare e sostenere una coppia, se la nostra società premia il disimpegno e il forsennato egoismo, se intorno a due che vogliono giocarsi il futuro senza barare né giocare con i sentimenti si fa il vuoto, allora la scelta di sposarsi diventa rivoluzionaria ed esclusiva.<br />
Ed è giusto che quei due se la vedano in maniera seria fra loro due, fra loro soltanto… meglio: fra loro e ciò che li costituisce stabilmente come coppia, non come “uno” più “una”, ma come “famiglia”.</p>
<p><strong>Casomai in pillole<br />
</strong><em><a href="http://www.sentieridelcinema.it">Tratto da Sentieri del Cinema</a></em></p>
<p>La coppia moderna, composta da due trentenni milanesi, vista da un occhio laico, ma generosamente appassionato verso gli uomini e difensore a oltranza di chi si sposa convinto di voler “metter su” famiglia. Come “ricompensa”, D’Alatri si è beccato gli insulti di cinici e nichilisti perché racconta la parabola di due giovani che si amano, si sposano (in chiesa, senza sapere perché) e si ritrovano sotto l’assedio del mondo, amici compresi, che cospira contro la ricerca di una vera felicità. Ma forse un prete li salverà.<br />
Angosciante e divertente al tempo stesso, Casomai chiede di scommettere su chi vuole costruire, mentre tutto intorno incita alla distruzione dei legami. La figura del prete non convince tutti, ma è figura paradossale (non c’è pretesa di “verismo” religioso) ma tutto sommato plausibile: di fronte a certi matrimoni certe reazioni si comprendono</p>
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		<title>Secondo incontro del percorso</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 17:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preparazione al matrimonio 2009]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo qui la traccia dell&#8217;intervento nel secondo incontro del cammino della preparazione al matrimonio tenuto da don Vinicio.
CHIEDERE E RICEVERE IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO: PERCHE’?
DARE RAGIONE DELLA SPERANZA CHE E’ IN NOI
I. È bene, innanzi tutto, ricordarci che il matrimonio è una “scelta”; può sembrare superfluo, ma è importante ribadirlo per quello che diremo. Voi avete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-161" title="images" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/02/images.jpg" alt="images" width="122" height="83" />Pubblichiamo qui la traccia dell&#8217;intervento nel secondo incontro del cammino della preparazione al matrimonio tenuto da don Vinicio.<br />
<strong>CHIEDERE E RICEVERE IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO: PERCHE’?<br />
DARE RAGIONE DELLA SPERANZA CHE E’ IN NOI</strong></p>
<p>I. È bene, innanzi tutto, ricordarci che il matrimonio è una “scelta”; può sembrare superfluo, ma è importante ribadirlo per quello che diremo. Voi avete fatto, o vi accingete a fare, (se non ci ripensate), una scelta: il Matrimonio Religioso, cioè chiedete di celebrare un Sacramento: perché questa “scelta”? perché non sposarsi civilmente o convivere?<br />
II. Quali sono le caratteristiche e le differenze tra il matrimonio cattolico e il matrimonio civile. Il Matrimonio Cattolico: La Chiesa ammette per i battezzati un solo matrimonio che è di per se stesso Sacramento. “ Pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido matrimonio, che non sia per ciò stesso sacramento” (c.i.c. can.1055 &amp;2).Dice la Gaudium et Spes al n. 48:”fondata dal Creatore e dotata di leggi proprie, l’intima comunità di vita e di amore coniugale si stabilisce attraverso il patto coniugale”. In base a quanto espresso dal Concilio Vaticano II, il C.I.C. al can. 1057 &amp;1 afferma: “Il matrimonio è costituito dal Consenso delle parti manifestato legittimamente tra persone giuridicamente abili e che non può essere supplito da nessun potere umano”; quindi fondamento del matrimonio sacramento è il consenso. Può sembrare strano, anzi paradossale che il fondamento canonico sia costituito dal consenso e non dall’amore, ma il paradosso è solo apparente e vedremo perché.<br />
III. Nel matrimonio Sacramento ci sono degli ELEMENTI e delle PROPRIETA’ ESSENZIALI; ELEMENTI ESSENZIALI sono: BENE DEI CONIUGI; PROCREAZIONE ed EDUCAZIONE DELLA PROLE. PROPRIETA’ ESSENZIALI sono: UNITA’ ovvero FEDELTA’ CONIUGALE; INDISSOLUBILITA’ ovvero PERPETUITA’. Dobbiamo domandarci a questo punto cos’è l’amore? E cos’è la fede?<br />
IV.  AMORE. Abbiamo visto, nella conversazione precedente che la vita non è anzitutto un progetto mio, ma la mia risposta alla chiamata di un Altro; l’amore è quindi un dono una pro-vocazione che Dio mi dà per il mio bene e alla quale io posso rispondere in vari modi. Tu al tuo fidanzato/a cosa hai detto? “io mi sono innamorato di te”, questo significa che il sentimento che è nato è prima di tutto una cosa che fa bene a te, che piace a te; BENE DEI CONIUGI. L’innamorarsi non è prima di tutto una “tua scelta” è qualcosa che ti accade. L’amore, invece è una decisione libera che ragionevolmente riconosce il bene e lo accoglie. In sintesi è rispondere alla vocazione e accettarla, è il passaggio dall’innamoramento all’amore, dal “sentire” al “volere” amare; quando esprimi solennemente il consenso matrimoniale non dici più “io ti amo”, perciò ti sposo, ma dici “io voglio amarti” perciò ti sposo; non si ama per “qualcosa”, ma solo per “amore”.<br />
V. FEDE. Che cos’è la fede? La fede cristiana non è semplicemente credere che c’è Dio, non è nemmeno una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un orizzonte nuovo e con ciò la direzione decisiva. (Efesini 5,2.21-33). Allora i cristiani non sono semplicemente coloro che “hanno fede”,ma coloro che in tutte le vicende della vita, “sia che mangiate sia che beviate” pongono l’ATTO DI FEDE. L’opinione mondana più diffusa pensa all’atto di fede come a qualcosa di facoltativo, anzi di fortuito e di occasionale. Si dice: “io non ho la fede” più o meno come si dice: “io non ho gli occhi azzurri” o “io sono basso di statura”. Anche quando sembra di avvertire una specie di nostalgia o di rimpianto, perché il credere è ritenuto un valore e una fortuna, l’atteggiamento mentale non cambia di molto: “purtroppo io non ho la fede”, è detto con lo stesso spirito con cui si può dire: “purtroppo sono stonato, o “purtroppo non riesco in matematica”; quasi supponendo che l’assenza della fede sia qualcosa che non dipenda da noi. La fede concepita in questi termini non è certo quella di cui ci ha parlato Gesù e di cui tratta la dottrina cattolica. Per Gesù Cristo (Mc 16,16) l’atto di fede è tutt’altro che qualcosa di facoltativo; ed è tutt’altro che fortuito e occasionale: dipende dalla decisione responsabile dell’uomo, il quale per il mancato raggiungimento della fede può essere accusato e condannato.<br />
VI. Non è difficile allora comprendere che l’atto di fede è un atto che implica contemporaneamente LA VOLONTA’, LA RAGIONE e LA GRAZIA.<br />
a. La volontà accompagna tutto il processo, che perciò è in ogni suo passaggio un “cammino di libertà”. L’uomo è libero di accettare o di infrangere la Legge di Dio. Può decidere di cedere alla stanchezza o alla pigrizia e di sospendere il suo faticoso pellegrinaggio di delusione in delusione, oppure di proseguirlo tenacemente fino alla sua positiva conclusione. Soprattutto è libero di rifiutare dentro di sé i valori morali impedendo così alla grazia di operare. Infine la volontà deve sorreggere l’uomo per l’ultimo passo, cioè per l’atto di fede vero e proprio, che resta fino in fondo un atto libero.<br />
b. La ragione è chiamata a rendersi conto prima di tutto della validità della Legge di Dio; in secondo luogo della insostenibilità delle varie posizioni dell’incredulità. Illuminata dalla Grazia, liberamente accettata dall’uomo che si orienta al bene, valuta lucidamente i motivi di credibilità, che sono oggettivamente efficaci e perciò indiscutibilmente razionali (vedi Abramo, Maria).<br />
c. La grazia di fatto accompagna tutto il processo conoscitivo fin dal primo istante, interagendo con la libera decisione dell’uomo, che essa sempre rispetta. Soprattutto è presente nell’atto formale di fede, (consenso), per il quale essa crea nell’uomo una facoltà nuova la “virtù” della fede.<br />
VII. A questo punto spero che si sia chiarito quello che sembrava un paradosso: il Sacramento del Matrimonio secondo la Chiesa si fonda sul consenso e non sull’amore, perché se uno conosce veramente cos’è l’Amore e la Fede, comprende fino in fondo ciò che dice in modo geniale S. Agostino: “ama e fa ciò che vuoi”, perché tutta la vita non è altro che una grande e affascinante storia di Amore: l’Amore infinito di Dio per l’uomo, per ogni uomo, e la risposta d’Amore dell’uomo al suo Creatore. “Qual è il primo di tutti i Comandamenti? Gesù rispose:” Il primo è: “Ascolta Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi” (Mc12,28-31.)<br />
VIII. In conclusione perché voi chiedete il Sacramento del Matrimonio? Perché “abbiamo creduto all’amore di Dio”, e volete vivere questo Amore per sempre, per vivere il “servizio della comunione” con consapevolezza, ponendo l’atto di fede, affinché attraverso la testimonianza del vostro amore sponsale chi vi incontra possa trovare speranza, fede e carità.</p>
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		<title>Il primo incontro del percorso a Giulianova</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 13:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preparazione al matrimonio 2009]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>
		<category><![CDATA[persona]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo incontro del percorso di preparazione al matrimonio a Giulianova per l'anno 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><img class="alignleft size-medium wp-image-126" title="la20strada" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/01/la20strada.jpg?w=295" alt="la20strada" width="295" height="300" />Il 23 Gennaio 2009 si è svolto il <strong>primo incontro del percorso del cammino per preparazione al matrimonio</strong> per l&#8217;anno 2009 organizzato dalla Parrocchia della Natività di Maria Vergine nella Chiesa di S. Pietro Apostolo di Giulianova Lido. Dopo il saluto alle coppie da parte del parroco Don Ennio Lucantoni, Don Vinicio, parroco di Silvi, ha parlato dell&#8217;argomento inerente questo primo incontro: “<strong>Maschio e femmina li creò, la vita come vocazione</strong>”.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Ecco alcuni appunti tratti dall&#8217;incontro che possono essere oggetto di spunto per una discussione. Il testo è stato rielaborato per renderlo più adatto alla lettura.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong></strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Vocazione &#8211; Provocazione</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Provocare, parola composta da “pro” e “vocare”, che significa letteralmente mettere avanti, davanti a noi. Da qui partiamo per cominciare il nostro discorso. Perché le provocazioni sono importanti: per noi, per la storia, per la società. Lasciatevi provocare quindi!</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">E la prima provocazione è questa: perché siamo qui? Siamo qui per “subire” un incontro sul matrimonio perché bisogna farlo, oppure per apprezzarlo adesso, ma poi dimenticarlo subito fuori? Oppure accettiamo in pieno la provocazione.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E la provocazione ci dice che siamo qui per un fatto accaduto duemila anni fa.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Un fatto che non si può ignorare.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il fatto non è quindi il matrimonio che andremo a celebrare, non siamo qui per questo. Il fatto accaduto duemila anni fa provoca. Ed io debbo scegliere che posizione prendere di fronte a questa provocazione.</p>
<p style="margin-bottom:0;">S. Paolo viene sottoposto a giudizio (Atti Cap. 25 v.18-19) perché crede in un Gesù risorto, vivo, e non morto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il fatto che ci provoca è quindi la resurrezione, un Dio vivo. Ecco, noi siamo qui perché Cristo è vivo.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Il 64% dei matrimoni celebrati in chiesa finisce dopo sette o otto anni. Allora occorre ancora di più sapere se quello che sto facendo è vero.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il matrimonio è sottoposto ad obiezioni continue da parte del mondo, ma, come successo negli “ateobus”, l&#8217;obiezione non fa la verità ed anche li, nello slogan, vi è spazio per un probabilmente. E comunque cento obiezioni non fanno verità.</p>
<p style="margin-bottom:0;">La verità è dentro di noi e la resurrezione di Cristo è un fatto di vita.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>La decisione di sposarsi</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;">L&#8217;obiezione più comune che viene fatta ad una coppia che decide di sposarsi è di solito la seguente “Ma chi ve lo fa fare?” e solitamente è detta da una persona che è già sposata.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma, come detto, l&#8217;obiezione non è la verità.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E dov&#8217;è la verità allora? La verità è dentro di noi, fatta di una realtà, che è quella dell&#8217;incontro con l&#8217;altra persona, che nemmeno le tante obiezioni fanno desistere.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E&#8217; l&#8217;amore questa realtà forte, questa verità che è in ognuno di noi e che si manifesta concretamente nell&#8217;incontro con la persona che ci accingiamo a sposare.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ed è una realtà che è entrata dentro di te senza neanche chiedere il permesso, vi ha raggiunto ed ha sconvolto quelle obiezioni sterili alla vita dell&#8217;uomo.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Questa è la provocazione che ci viene messa davanti, davanti a noi, con un accadimento reale: l&#8217;incontro.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">A questo punto dobbiamo chiederci cos&#8217;è la realtà. E&#8217; qualcosa che, come dice Proust “il più terribile dei nostri nemici” oppure in tutte le circostanze e gli incontri che ci accadono è un invito di qualcuno che ci chiama a qualcosa?</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Un uomo o una donna ragionevole risponde alla provocazione: chi sono? Cosa devo essere? Da chi sono stato voluto? Perché l&#8217;incontro?</p>
<p style="margin-bottom:0;">E&#8217; un discorso di ragione, e porsi le domande significa rivelarsi alla natura umana.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Oggi si tende a scindere il corpo dall&#8217;anima. Un rapporto può essere solo corpo. Oppure, come dicevano i filosofi greci , il corpo è una mera prigione, qualcosa che mi tiene legato.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma il corpo non è questo. Nella Bibbia si dice che l&#8217;uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio, in corpo ed anima. E Dio è. Come disse ad Abramo “Io sono colui che sono”</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Anche noi, anche tu, sei in quanto sei. Ed in questa realtà, il tuo corpo ti rivela. Ti rivela all&#8217;altro.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Quando nell&#8217;incontro con l&#8217;altro scatta il meccanismo che fa scomparire le obiezioni, che è fatto per il nostro cuore, che è una provocazione che siamo lieti di accettare, Qualcuno che ci vuole bene fa accadere queste cose, e costruisce per farti stare bene.</p>
<p style="margin-bottom:0;">La vita immediatamente si dispiega oltre il nostro progetto, perché uno sceglie di rispondere alla chiamata di un Altro per mezzo di un altro, alla provocazione.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">E&#8217; l&#8217;incontro! Immediato, vero, reale. Ed ora tutto deve crescere. Deve avvenire la trasformazione da maschio e femmina ad uomo e donna. Banalizzando, maschi e femmine si accoppiano, uomini e donne si sposano.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il disegno di chi ci vuole bene serve per diventare uomini, per diventare donne.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma perché questa trasformazione? Si può anche galleggiare o navigare a vista.</p>
<p style="margin-bottom:0;">L&#8217;uomo però è fatto per la felicità. E la provocazione di chi ci vuol bene ci spinge alla ricerca della felicità, diventando, appunto, uomini. Ed allora ecco che ci si sposa per un desiderio di felicità, che corrisponde a quello che cerca il nostro cuore. Una felicità che diventi ancor più grande con l&#8217;altro: il centuplo quaggiù, la felicità e la libertà.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">E allora di cosa parliamo? Ancora di maschio e femmina oppure di uomo e donna? L&#8217;auto realizzazione può essere la felicità? La felicità che ci soddisfa? Ed ancora, la libertà può essere solo assenza di legami, di fare ciò che si vuole? E&#8217; ancora e solo questo? Oppure è l&#8217;essere felici e continuare ad esserlo nelle cose che si fanno?</p>
<p style="margin-bottom:0;">La felicità è una delle cose più importanti, ed una delle cose più importanti della felicità è che sia per sempre, deve essere eterna!</p>
<p style="margin-bottom:0;">Cosa significa eterna? La vita eterna non è quella che viene dopo. Nel concetto cristiano non è solo questo: parte da ora ed è per sempre. Ma la sua origine deve garantire che non finisce mai, che non si esaurisce mai, ed è continuamente con noi.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">La felicità parte da chi ci ha creato, dal Padre, Eterno.</p>
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