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	<title>Sicomoro Giulianova &#187; scuola</title>
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	<description>Pastorale Familiare Giulianova</description>
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		<title>Le orme dei giovani sulla strada della scuola</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 11:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[I  bambini, i ragazzi. Bisogna guardare loro. Innanzitutto guardare loro.  Quel che ferve nel loro sguardo, e si movimenta nei loro cuori e nelle  menti, atletiche e svelte come lepri o cerbiatti. 
Sì, occorre guardare  questi nostri cerbiatti. Per valutare l’inizio della scuola, per vedere  cosa fare, per capire cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/09/scuola_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2394" title="scuola_1" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/09/scuola_1-300x199.jpg" alt="scuola_1" width="300" height="199" /></a>I  bambini, i ragazzi. Bisogna guardare loro. Innanzitutto guardare loro.  Quel che ferve nel loro sguardo, e si movimenta nei loro cuori e nelle  menti, atletiche e svelte come lepri o cerbiatti. </span></div>
<div><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">Sì, occorre guardare  questi nostri cerbiatti. Per valutare l’inizio della scuola, per vedere  cosa fare, per capire cosa c’è di buono e cosa da correggere. Occorre  guardare loro, l’essenziale. Lo scopo della scuola. Che è venire  incontro, accogliere, sostenere, far crescere e nutrire quella innata  curiosità che anima i nostri cerbiatti, i nostri figli, con i loro  capelli di luce, gli occhi vivaci.<br />
Ci sono, come ogni anno, annunci e  problemi. </span></div>
<div></div>
<div><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">La signora Ministro ha affrontato con gagliarda e dunque  controversa volontà riformatrice sia l’Università che la Scuola. Una  partita personale e politica su cui sta scommettendo molto. E mentre in  Università le riforme si sono accavallate e ora se ne aspetta una un po’  ordinata e di prospettiva, d’altra parte nella Scuola molti interessi  corporativi, molti problemi lasciati per strada, molte iniziative  frammentate rendono difficile da sempre un vero disegno riformatore. </span></div>
<div><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">La  situazione dei precari, l’apertura di nuovi posti e altri irrisolti nodi  (come quello del trattamento riservato alle scuole pubbliche non  statali) rende anche quest’anno il panorama dell’avvio confuso e non  privo di ombre. Speriamo che prevalga in tutte le parti la buona volontà  di salvaguardare l’essenziale. Cioè il servizio da rendere a loro, i  nostri cerbiatti, o come dice un’antica storia delle foreste, i nostri  &#8220;bambini giaguaro&#8221;, figure che intervengono a rinnovare il mondo. Sono  loro che dobbiamo tutti servire, senza cedere alla faziosa difesa di  interessi particolari, senza vedere nella scuola il luogo del confronto  politico partitico, o della difesa di corporativismi che spesso han  bloccato e bloccano l’Italia.</span></div>
<div><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"><br />
In questo inizio, chi userà della  scuola per terreno di scontri, di difese di rendite di posizione, di  consenso politico e altre piccinerie, vorrei che fosse condannato ad  andare davanti al plotone di esecuzione. Un plotone immenso, composto  dai nostri bambini e ragazzi, che lo fissassero al muro (ministro o  sindacalista, docente o amministrativo che sia). E con le armi della  loro infanzia e giovinezza eseguissero la condanna: pistole ad acqua,  elastici, schioppi di legno o mitragliette con i suoni elettronici  d’ultima generazione, qualche pernacchietta e altri lazzi e battute.  Sono sicuro che a far le cose come si deve, il plotone coi cappellini  colorati, gli zaini (sempre troppo pesanti), le chewin-gum e tutto il  resto starebbe schierato dalla mattina alla sera. Perché ci sono un  sacco di furbastri che campano sulla e nella scuola e però dei ragazzi  gliene interessa assai meno del giusto.</span></div>
<div><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"><br />
Ma non c’è reato più grave  oggi in Italia che trattare male la scuola. Che usarla per altro motivo  che non sia servire i nostri cerbiatti. Lo chiamo reato, perché fa quasi  più effetto, in quest’era giudiziaria. Ma si dovrebbe chiamare offesa,  ingiustizia, peccato, ignominia tanta è la gravità. Guai a chi per  vanagloria o per protesta o per acquiescenza usasse e trattasse senza il  dovuto onore questi piccoli nostri figli. Anche là dove le condizioni  non sono buone, non si esacerbi il tutto, ma si faccia in modo che i  bambini e i ragazzi non patiscano maggiore disagio.</span></div>
<div><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"><br />
Non si guardi ad  altri interessi. Non si sfrutti il loro nome per richieste e pretese,  per quanto comprensibili. Non si faccia carriera sulla loro pelle.  L’inizio della scuola è un’occasione per guardarci allo specchio e  dirci: stiamo servendo al meglio i nostri cerbiatti, i nostri figli? O  meritiamo lo strambo, allegro e però terribile plotone d’esecuzione dei  loro sguardi che ci mettono al muro della nostra responsabilità? Vale  per il Ministro, e per ogni adulto che ha una funzione nella scuola.</span></div>
<div><span><br />
</span></div>
<div><span id="ctl00_MasterContent_Autore"><strong>Davide Rondoni tratto da <a href="http://www.avvenire.it/Commenti/Giovani_scuola_rondoni_201009030650368830000.htm" target="_blank">Avvenire.it</a></strong><br />
</span></div>
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		<title>Non c&#8217;è più rispetto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 06:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Culture e religioni]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;anno scolastico è agli sgoccioli, le ultime interrogazioni sono alle porte. Mia moglie sfoglia le pagine del libro di storia. Mio figlio ha sottolineato tutte le parole di tutte le pagine, in effetti non un gran contributo alla comprensione del testo. Greci, Romani&#8230;poi l&#8217;occhio le cade su una pagina, l&#8217;unica, intonsa, immacolata.
Chiama il ragazzino: &#8220;Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/05/alunno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2045" title="alunno" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/05/alunno.jpg" alt="alunno" width="240" height="190" /></a>L&#8217;anno scolastico è agli sgoccioli, le ultime interrogazioni sono alle porte. Mia moglie sfoglia le pagine del libro di storia. Mio figlio ha sottolineato tutte le parole di tutte le pagine, in effetti non un gran contributo alla comprensione del testo. Greci, Romani&#8230;poi l&#8217;occhio le cade su una pagina, l&#8217;unica, intonsa, immacolata.<br />
Chiama il ragazzino: &#8220;Come mai questa non è sottolineata?&#8221; &#8220;La maestra non ce la fa studiare&#8230;&#8221;<br />
Il titolo della pagina è &#8220;Il cristianesimo, nascita di una nuova religione&#8221;.<br />
Mia moglie trasecola. &#8220;E come mai?&#8221;<br />
&#8220;Ah, la maestra la settimana scorsa ci ha fatto un discorso di un quarto d&#8217;ora su questo&#8230;non ce la fa fare per rispetto di quelli che non ci credono&#8221;.<br />
Nella sua classe, su ventitre alunni, c&#8217;è un figlio di testimoni di Geova e una allieva di padre musulmano.</p>
<p>Si chiariscono i particolari. Sì, l&#8217;hanno letta in classe, ma rimane fuori dalle interrogazioni. Considerando l&#8217;usuale grado di attenzione degli alunni equivale ad averla saltata del tutto. Studieranno i venti secoli seguenti intrisi e formati di cristianesimo senza praticamente sapere com&#8217;è nato.</p>
<p>Mia moglie, quando me lo racconta, è proprio incavolata. Io sono triste. I bambini impareranno che il rispetto dell&#8217;altro significa rinunciare alle proprie idee, ignorare i fatti basilari della storia pur di non irritare &#8211; o presumere di irritare &#8211; l&#8217;altro. Mi domando a questo punto perchè si sono studiate le divinità greche, egizie, germaniche. Per rispetto si sarebbero dovute evitare anch&#8217;esse, o sbaglio? E se qualcuno fosse stato contro l&#8217;imperialismo, si sarebbe dovuto forse saltare l&#8217;Impero Romano a piè pari? E cosa dire della mancanza di rispetto che nasce dall&#8217;ignorare la stragrande maggioranza di cristiani?<br />
Forse rispetto vuol dire anche valutare che il prossimo sia in grado di capire e scegliere. Ma per averlo occorre sapere bene quello che si è.</p>
<p><strong>Tratto dal blog <a href="http://berlicche.splinder.com/" target="_blank">Berlicche</a></strong></p>
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		<title>Macchinette</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 20:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un distributore di preservativi all&#8217;interno della scuola.
Che c&#8217;è da scandalizzarsi? E&#8217; proprio questo che vorremmo per i nostri ragazzi, no? Per le nostre figlie e i nostri figli. Che possano scopare senza problemi. Senza paura di restare incinte, senza timore di dovere pagare un aborto per eliminare una creaturina scomoda e certamente indesiderata. 
E&#8217; questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/03/bambola.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1711" title="ragazzi_keplero_bambole" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/03/bambola.jpg" alt="ragazzi_keplero_bambole" width="300" height="199" /></a>Un <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_10/spadaccino-distributore-condom_d5e528e6-2c0f-11df-b239-00144f02aabe.shtml" target="_blank">distributore di preservativi all&#8217;interno della scuola</a>.</p>
<p>Che c&#8217;è da scandalizzarsi? E&#8217; proprio questo che vorremmo per i nostri ragazzi, no? Per le nostre figlie e i nostri figli. Che possano scopare senza problemi. <strong>Senza paura di restare incinte, senza timore di dovere pagare un aborto per eliminare una creaturina scomoda e certamente indesiderata. </strong><br />
E&#8217; questo che vorremmo, no? Insegnargli che ci sono vie per togliersi la responsabilità, e quindi non solo è accettabile ma è incoraggiato esplorare, diciamo così, la propria sessualità e soprattutto quella altrui.</p>
<p>Una madre, un padre certo vorrebbero questo per i loro bambini. <strong>Anzi, perchè non prevedere stanze all&#8217;interno della scuola luoghi dove usare ciò che le macchinette forniscono</strong>? Pensate che scomodità, questi poveri ragazzi, nelle aule vuote, sui banchi, negli sgabuzzini, nei bagni. E&#8217; anche antiigenico. E magari pensare a dei momenti preposti, delle ore sottratte alle noiose lezioni in cui questi comodi accessori possano essere utilizzati senza fretta, che si sa che poi si rompono e allora sono guai.</p>
<p>Perchè è questo che deve insegnare la scuola, no? Che è lecito togliersi qualsiasi sfizio. Che amore, rispetto del proprio corpo e di quello altrui, senso del futuro sono strutture mentali obsolete che non possono trovare posto nel mondo moderno. <strong>Figurarsi quell&#8217;antica tara mentale conosciuta come purezza</strong>. Bisogna essere realisti e non tentare neanche di insegnare qualcosa che i nostri figli non sono più attrezzati per capire. Evitare domande scomode e risposte che non riusciremmo a dare.</p>
<p><strong>Perchè dovrebbero imparare a regolarsi? Domandarsi cosa sia il meglio? A quell&#8217;età sono animaletti, a darsi una regolata penseranno quando saranno adulti come noi</strong>. E&#8217; più comodo &#8211; per noi, per tutti &#8211; dare loro quello che chiedono. Come possiamo sapere che non sia un bene per loro? Cos&#8217;è il bene e il male? Se vogliono fottere, drogarsi, contestare, non fare niente tutto il giorno, rubare, picchiarsi, ammazzare, chi siamo noi per dire che non va bene? Amare non vuol dire far fare a chi vuoi bene tutto quello che vuole?</p>
<p>E poi quelli della macchinetta costano anche poco.</p>
<p><strong>Tratto dal blog di <a href="http://berlicche.splinder.com/" target="_blank">Berlicche</a></strong></p>
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		<title>Scuola, la disciplina dei sentimenti</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 20:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I profilattici «lezione» sbagliata in un liceo di Roma
Accanto a nuove discipline legate allo sviluppo tecnologico, come l’informatica, o a quelle connesse alle tendenze comunicativo-linguistiche a opera della globalizzazione, come lo studio dell’inglese, bisognerà che si cominci a pensare all’opportunità che a scuola si insegni anche la «disciplina dei sentimenti».
Intesa nel suo duplice significato semantico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/03/coppia_ragazzi_keplero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1707" title="coppia_ragazzi" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/03/coppia_ragazzi_keplero-300x199.jpg" alt="coppia_ragazzi" width="300" height="199" /></a>I profilattici «lezione» sbagliata in un liceo di Roma</strong></p>
<p>Accanto a nuove discipline legate allo sviluppo tecnologico, come l’informatica, o a quelle connesse alle tendenze comunicativo-linguistiche a opera della globalizzazione, come lo studio dell’inglese, bisognerà che si cominci a pensare all’opportunità <strong>che a scuola si insegni anche la «disciplina dei sentimenti»</strong>.</p>
<p>Intesa nel suo duplice significato semantico di «materia» di riflessione e di studio, che coinvolga le scienze umane – dalla psicologia alla filosofia, dalla psicanalisi alla sociologia –, e di «orientamento» nella complessa e necessaria <strong>formazione personale ai legami affettivi</strong>.</p>
<p>Le giovani generazioni, infatti, appaiono sempre più disarmate e sprovviste di strumenti psicologici e spirituali, volti a quella che tradizionalmente veniva chiamata «formazione del carattere», quell’insieme di motivazioni, di desideri, di impulsi che vanno accolti, disciplinati, e infine metabolizzati nel patrimonio personale di crescita, <strong>così da prepararsi all’incontro con il mondo affettivo dell’altro</strong>, che viene veicolato «anche» attraverso la scoperta dell’altro sesso. Non è certo questione di moralismo spicciolo, o di generico appello ai valori tradizionali, se si ritiene urgente allargare l’àmbito dell’educazione – soprattutto familiare e scolastica – all’intero ventaglio dei sentimenti e degli affetti, gli autentici volani per una più consapevole pratica della propria sessualità.</p>
<p><strong>Ridotto ormai a un semplice esercizio fisico, pilotato dalla naturale attrazione e dalle pulsioni ormonali, il sesso praticato dai giovanissimi è lasciato senza orientamento</strong> o, tutt’al più, monitorato nelle sue possibili conseguenze igienico-sanitarie.</p>
<p>Da qui l’obiettivo corto del preside e degli insegnanti del liceo scientifico Keplero di Roma: i ragazzi fanno sesso? Aiutiamoli a non &#8220;farsi male&#8221;, <strong>garantendo loro preservativi a portata di tutte le tasche</strong>, come precisava premuroso in tv il preside che ha fatto installare i distributori di profilattici nei bagni scolastici diventati bisex, <strong>luoghi un cui tra una lezione e l’altra sia possibile scaricare la propria tensione ormonale </strong>o, magari, l’istantaneo brivido di un’emozione.</p>
<p>Non viene in mente a questi educatori che il problema sta da un’altra parte? Non si accorgono che in tal modo privano i giovani che sono affidati loro dell’opportunità di vedere la scuola come luogo in cui affrontare questioni legate al mondo affettivo, così da garantire una formazione più allargata che maturi al gusto del voler bene, all’apprezzamento e al rispetto dell’altro, orientando il desiderio verso un’affettività più stabile, il culto per i sentimenti duraturi?</p>
<p>Non c’è bisogno infatti che questa disciplina venga formalmente inserita nei programmi ministeriali per mettere in moto, nei docenti, l’esigenza di intercettare le difficoltà e i bisogni dei ragazzi, offrendo loro momenti di riflessione, di confronto e di verifica.</p>
<p><strong>C’è da immaginare che molti di questi insegnanti siano padri e madri di altrettanti studenti</strong> che, come quelli consegnati alle loro cure a scuola, sentono l’esigenza di punti di riferimento, di persone autorevoli cui affidare una parte di vita vissuta insieme per anni fra i banchi di scuola, e che nessuna vendita di oggetti a basso prezzo può sostituire. <strong>Si potrà obiettare che è inutile fermare questa marcia inarrestabile, e che farebbe bene la Chiesa a rassegnarsi e a smettere di lanciare i suoi richiami.</strong> È auspicabile invece che non smetta di parlare, anche se è lasciata sola: la sua naturale passione per l’uomo, specie per quello in via di formazione, è la sua preoccupazione e la sua cura, la sua inquietudine, ma anche la sua speranza.</p>
<p><strong>Paola Ricci Sindoni &#8211; <a href="http://www.avvenire.it/Commenti/sindoni+scuola+profilattici_201003110921308800000.htm" target="_blank">tratto da Avvenire.it</a></strong></p>
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		<title>Quell’asilo di Goito: ipocrisia e verità</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 19:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Goito, paesone importante per la storia d’Italia. Per il farsi dell’Italia. Per l’Unità. Ebbene, ancora Goito, ma senza bataglie e spargimenti di sangue, diviene almeno un poco luogo simbolo. In un Consiglio comunale si alza un polverone perché nel piano didattico di una scuola materna comunale compaiono due parole: visione cristiana. Da oltre cinquant’anni la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/02/poveri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1648" title="poveri" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2010/02/poveri-300x196.jpg" alt="poveri" width="300" height="196" /></a>Goito, paesone importante per la storia d’Italia. Per il farsi dell’Italia. Per l’Unità. Ebbene, ancora Goito, ma senza bataglie e spargimenti di sangue, diviene almeno un poco luogo simbolo. In un Consiglio comunale si alza un polverone perché nel piano didattico di una scuola materna comunale compaiono due parole: visione cristiana. Da oltre cinquant’anni la scuola era gestita da suore Orsoline con generale soddisfazione della popolazione, e ora è passata in regime di convenzione ad altro ente, essendo le suore in diminuzione. E, per amore di chiarezza, tale ente indica che i bambini che, in una sezione delle dieci a disposizione delle famiglie di quel territorio, i bambini potranno avvalersi di una proposta educativa ispirata alla visione cristiana. Per amore di chiarezza, l’ente lo dichiara, lascia ai genitori la scelta e non esclude nessuno (che creda, non creda o creda diversamente). Anche perché non potrebbe essere altrimenti: le scuole cristiane, in ogni dove nel mondo, sono programmaticamente aperte a tutti. E infatti non sono i genitori a stupirsi o a lamentarsi.</p>
<p>Ma qualche consigliere comunale, che solleva un polverone. Perché, dicono, una scuola del Comune, una scuola pubblica non può e non deve ispirarsi a principi cristiani. Bene. E allora come la mettiamo con tutte le scuole che, senza nemmeno dichiararlo, si ispirano a principi anti-cristiani cancellando le feste di Natale, trasformandole in banali feste della luce o dell’arcolbaleno? Non dichiarano, quelle scuole, ma lo fanno. E anzi dichiarano di essere laiche e di rispettare tutti. Tranne poi tirar via il presepe di fronte agli occhi dei bambini e delle famiglie che vorrebbero rispettate anche le loro idee. Il fatto di Goito, pur nel suo paradosso, è come un granello che mette in crisi un immenso ingranaggio di ipocrisia. La ipocrisia di spacciare per laicità l’assenza di identità. Il grande meccanismo di ipocrisia che spaccia per neutralità la scomparsa di ogni riferimento alla cultura e alla religione.</p>
<p>La violenta faziosità che va in scena nelle aule della politica (e della rappresentazione dei media) molto più che nella vita reale di famiglie e popolo in carne e ossa, forse per una volta può servire a smascherare il grande inganno. Moltissime scuole di Italia possono irridere e far sparire segni e ispirazione cristiana dalla nostra cultura (con grave errore culturale prima che religioso, appunto) senza dichiarare alcunché e se invece una di queste scuole, per amore di chiarezza e fedeltà a una storia pluridecennale, indica che in una sezione si considererà la «visione cristiana», succede il piccolo grande putiferio. Il banale e velenosissimo putiferio. Lo scandalo cercato e provocato dalla politica, non dalle famiglie. Questo è lo stato dell’Italia che si svela a Goito, questa è la nuova sfida di vera identità del Paese, unitaria o no.</p>
<p>Perché dopo questa nuova Goito occorre svelare le carte e dire a che gioco si sta giocando. Occorre tutti essere chiari su quale immagine di Italia e di unità si vuol costruire per il futuro. Se quella ipocrita neutralista che in nome di una idea astratta di libertà e cultura tende a eliminare il cristianesimo dal volto e dall’anima della nostra storia, o quella che scopre finalmente una nuova laicità nella chiarezza delle proposte, nella libertà delle scelte e nella fiducia verso le famiglie come valutatrici della qualità dell’educazione proposta ai propri figli. Il piccolo grande fatto di Goito non è uno squillo di battaglia. Ma un avvertimento, perché le battaglie possono sorgere allorché invece che sulla chiarezza e sulla libertà si punta sulla ipocrisia e sulla faziosità politicante.</p>
<p>Davide Rondoni tratto da <a href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire.it</a></p>
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		<title>Rapporto sulla scuola</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 11:35:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presentato dalla Fondazione Agnelli il rapporto sulla scuola.
Su segnalazione del blog di Anna Vercors, ascoltiamo l&#8217;intervista al prof. Roberto Pellegatta presidente dell&#8217;Ass.DISAL, che raggruppa dirigenti scolastici di tutta Italia.
Per ascoltare cliccare qui
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato dalla Fondazione Agnelli il rapporto sulla scuola.</p>
<p>Su segnalazione del blog di <a href="http://www.splinder.com/profile/AnnaV">Anna Vercors</a>, ascoltiamo l&#8217;intervista al prof. Roberto Pellegatta presidente dell&#8217;Ass.DISAL, che raggruppa dirigenti scolastici di tutta Italia.</p>
<p><a href="http://www.radioformigoni.it/ascolta.asp?path=1237_Focus_Pellegatta_12_02.mp3&amp;nID=418">Per ascoltare cliccare qui</a></p>
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