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	<title>Sicomoro Giulianova &#187; zapatero</title>
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	<description>Pastorale Familiare Giulianova</description>
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		<title>Bisognerebbe disdire il matrimonio concordatario&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla newsletter ClanDestinoZoom
Oramai sposarsi civilmente non conviene più. Certamente non conviene a Bologna ed in Emilia-Romagna. Anche il locale governatore s’è messo a inseguire Zapatero ed ha introdotto, tramite legge finanziaria, qualsiasi convivenza nell’accesso ai servizi.
Già chi è sposato a Bologna, tra single veri o presunti e immigrati, non riesce ad entrare in posizione utile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2009/11/sposini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1023" title="sposini" src="http://www.sicomorogiulianova.it/wp-content/uploads/2009/11/sposini-223x300.jpg" alt="sposini" width="223" height="300" /></a>Dalla newsletter <a href="http://www.clandestinozoom.it/">ClanDestinoZoom</a></p>
<p>Oramai sposarsi civilmente non conviene più. Certamente non conviene a Bologna ed in Emilia-Romagna. Anche il locale governatore s’è messo a inseguire Zapatero ed ha introdotto, tramite legge finanziaria, qualsiasi convivenza nell’accesso ai servizi.</p>
<p>Già chi è sposato a Bologna, tra single veri o presunti e immigrati, non riesce ad entrare in posizione utile in graduatoria nidi. Un bando casa in arrivo per giovani coppie è riservato a qualsiasi convivenza, purché in essere da due anni. Ironico, come minimo.</p>
<p>Chi voglia sposarsi sul serio ora o l’abbia fatto solo qualche mese fa – insomma, una vera giovane coppia &#8211; non ci entra. Figuriamoci fra un po’ su tutto il resto. A questo andazzo che disfa la società, la Chiesa – provocazione per provocazione &#8211; dovrebbe replicare disdicendo il matrimonio concordatario, cioè eliminare gli effetti civili automatici del matrimonio religioso.</p>
<p>Chi ci crede e ha fatto il sacramento ne conosce la portata e tutti i vincoli. Agli effetti civili scelga però la formula che meno lo discrimina, perché oggi, da sposato vero, è un discriminato. E’ una provocazione, lo sappiamo, i vescovi non si allarmino; in ogni caso sarebbe legittima difesa.</p>
<p>Detto questo la scelta regional-zapateriana emiliana è anche peggio e più minuscola. Non è tanto Zapatero il faro guida. Il governatore locale insegue in realtà una sparuta e irrilevante pattuglia di laicisti ex socialisti, peraltro molto arrogante, e qualche <em>radical chic</em>. Ciò vuol anche dire che i cattolici adulti che gli hanno prestato voti e “<em>classe politica</em>”, in cambio di 4 poltrone, non contano culturalmente e politicamente più niente su alcuni temi o, peggio, sono oramai completamente assimilati e asserviti, utili megafoni, a furia di ripetere sciocchezze politicamente corrette (sulle quali un domani, quando saranno egemoni in Europa, potranno esercitarsi i musulmani).</p>
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		<title>Spagna e aborto</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 19:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da Avvenire di Michela Coricelli
Una folla immensa è scesa in piazza oggi a Madrid per manifestare contro la nuova legge per l&#8217;aborto, che consente l&#8217;interruzione di gravidanza alle minorenne senza l&#8217;autorizzazione dei genitori, al vaglio del Parlamento a maggioranza socialista. Sotto l&#8217;enorme striscione &#8220;Cada vida importa&#8221;, ogni vita importante, slogan della manifestazione che gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da Avvenire di Michela Coricelli</p>
<p>Una folla immensa è scesa in piazza oggi a Madrid per manifestare contro la nuova legge per l&#8217;aborto, che consente l&#8217;interruzione di gravidanza alle minorenne senza l&#8217;autorizzazione dei genitori, al vaglio del Parlamento a maggioranza socialista. Sotto l&#8217;enorme striscione &#8220;Cada vida importa&#8221;, ogni vita importante, slogan della manifestazione che gli organizzatori sperano attiri almeno un milione di persone, sfilano anche i principali leader del Partito Popolare: l&#8217;ex premier Josè Marìa Aznar, la segretaria del Partito Marìa Dolores de Cospedal e la presidente della Comunità autonoma di Madrid, Esperanza Aguirre. Lo fanno a titolo personale, hanno precisato i loro portavoce sottolineando che l&#8217;appuntamento di oggi è stato convocato da oltre 40 associazioni cattoliche ed anti-aborto. Il corteo è partito alle cinque della Puerta del Sol e si concluderà alla Puerta de Alcala.</p>
<p>La mobilitazione è testa a protestare contro la legge che punta a &#8220;depenalizzare completamente l&#8217;aborto e riconoscerlo come un diritto&#8221;, affermano gli organizzatori. La legge attualmente in vigore infatti autorizza l&#8217;interruzione di gravidanza fino alla 14esima settimana solo in caso di circostanze precise, quando la donna è stata vittima di uno stupro, per esempio, o per malformazioni del feto.</p>
<p>Il governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero ha quindi presentato una nuova legge che depenalizza l&#8217;aborto e prevede anche &#8211; e questo è il punto su cui insistono i critici &#8211; che le ragazze di 16 anni possanno interrompere la gravidanza senza l&#8217;approvazione dei genitori. Il partito popolare ha annunciato che intende presentare ricorso contro la legge, una volta approvata, alla Corte Costituzionale.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
«Non capisco il motivo per cui si convoca questa manifestazione contro l’interruzione volontaria della gravidanza». Trinidad Jiménez, ministro della Sanità di José Luis Rodríguez Zapatero, si chiede perché centinaia di migliaia di spagnoli (oltre un milione, secondo le stime degli organizzatori) dovrebbero scendere in piazza proprio oggi contro l’aborto. E se lo chiede anche la responsabile del ministero dell’Uguaglianza, Bibiana Aido, principale promotrice della polemica riforma, che assicura: l’obiettivo della nuova legge è la riduzione del numero degli aborti. Sicuro? Ma chi protesta oggi a Madrid con lo slogan «Ogni vita è importante», non crede proprio che questa sia la vera finalità del disegno di legge approvato dalla squadra di Zapatero e già inviato in Parlamento.</p>
<p>Per chi è convinto che «l’aborto è un fallimento» – come la Fondazione Universitaria San Pablo Ceu e gli Universitari per la Vita – gli obiettivi reali della riforma sono altri: rendere più facile l’aborto, allargare le maglie (già “spanciatissime”) dell’attuale legge e liberalizzare l’interruzione di gravidanza trasformandola in un «diritto» della donna. Ha ragione la ministro della Sanità quando ricorda che la «legge esiste già da 23 anni» in Spagna: «Il Partito popolare non l’ha cambiata». Ma Jiménez dimentica di aggiungere che nell’attuale legislazione (in vigore dal 1985) l’aborto è un delitto, depenalizzato e permesso solo in tre casi: violenza sessuale (nelle prime 12 settimane), malformazione del feto (22 settimane) o grave rischio fisico o psicologico per la madre (senza limiti temporali). Il ddl varato dal Consiglio dei ministri di Zapatero sancisce la liberalizzazione dell’aborto entro le prime 14 settimane e lo garantisce fino alla 22esima in caso di malformazione, ma anche per rischi fisici e psicologici per la madre.</p>
<p>Da tutta la Spagna sono arrivati 500 autobus, vari aerei, un «treno della vita» navarro. L’appuntamento è alle 17, in Plaza Colon: da lì il corteo si muoverà fino alla Porta di Alcalà «per la vita, la donna e la maternità». Un punto chiave che associazioni come il Forum della Famiglia hanno ribadito fino alla sazietà: questa manifestazione è a favore del nascituro, ma anche delle donne. Per loro si reclamano più aiuti, alternative, politiche che fermino una silenziosa strage in costante aumento: sono oltre 112.000 gli aborti ogni anno in Spagna. In dieci anni, sono cresciuti del 126%. Il rischio di strumentalizzazione è sempre alto, come in tutte le manifestazioni. L’iniziativa è di 40 associazioni civiche, indipendenti da qualsiasi forza politica, ma a titolo personale parteciperanno anche una trentina di deputati del Partito popolare (centrodestra): con loro ci sarà anche l’ex premier José Maria Aznar.</p>
<p>I protagonisti, però, sono altri. Medici, professori, madri, padri, ragazze (che hanno deciso di non abortire), famiglie, donne sole che reclamano più aiuti. «Non possiamo continuare a stare zitti di fronte all’orrore del XX secolo: l’aborto», assicura Gador Goya, portavoce della Piattaforma Diritto di Vivere. «Un giorno, non so se fra cinque, dieci, 15 o 20 anni, i nostri figli e i nostri nipoti guarderanno l’aborto come oggi noi consideriamo la schiavitù, l’apartheid, la pena di morte. E ci chiederanno come è stato possibile che accadesse tutto ciò senza che nessuno facesse nulla». I vescovi spagnoli appoggiano la «legittima» manifestazione contro una legge che «presuppone un serio passo indietro nella protezione del diritto alla vita dei nascituri, un maggiore abbandono delle madri gestanti e un danno irreparabile al bene comune».</p>
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		<title>Se questo è un uomo</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 20:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una «scienza» al docile servizio del potere
Tratto da Avvenire.it di Marina Corradi
Un feto di tredici settimane è un es­sere vivente ma non è un essere u­mano, ha detto il ministro all’Ugua­glianza del governo Zapatero, Bibiana Aido. Ne è seguito un putiferio, e il gio­vane ministro ha ritenuto di dover me­glio chiarire il suo pensiero: «Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-475" title="Image_14" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/05/image_14.jpg" alt="Image_14" width="55" height="66" />Una «scienza» al docile servizio del potere</strong></p>
<p>Tratto da <a href="http://www.avvenire.it">Avvenire.it </a>di Marina Corradi</p>
<p>Un feto di tredici settimane è un es­sere vivente ma non è un essere u­mano, ha detto il ministro all’Ugua­glianza del governo Zapatero, Bibiana Aido. Ne è seguito un putiferio, e il gio­vane ministro ha ritenuto di dover me­glio chiarire il suo pensiero: «Non c’è prova scientifica per dire che il feto è un essere umano, né che non lo è».</p>
<p>Tanta cautela nel riconoscere l’umanità del nascituro proviene da un Manifesto re­centemente firmato da illustri scien­ziati spagnoli, dove si afferma che «il momento in cui si può considerare un essere &#8216;umano&#8217; non può essere stabi­lito con criteri scientifici», e che tale giudizio rientrerebbe «nell’ambito del­le credenze individuali, filosofiche o re­ligiose ».</p>
<p>Dunque, quell’essere pure dotato, co­me mostra ogni ecografia, di mani, cuore e cervello, non è umano. O al­meno, la scienza non lo può certifica­re come tale. Cosa occorrerà perché il nascituro diventi un uomo? Sarà uo­mo quando, a sette o otto mesi di gra­vidanza, è potenzialmente capace di vivere autonomamente? O solo col pri­mo respiro si viene promossi uomini? Quale è il discrimine stabilito da una si­mile &#8217;scienza&#8217; per riconoscere un uo­mo, per farlo uscire dall’oscuro nulla, dal limbo informe delle creature in fie­ri? Certo, un pensiero simile è funzionale alla riforma che intende allargare il di­ritto di aborto in Spagna. Se si insegna alle sedicenni che ciò che potranno li­beramente cancellare non è nemme­no un uomo, si eliminano «vecchie» questioni etiche e un sacco di proble­mi.</p>
<p>Ma rende inquieti una scienza, e un potere con esso allineato, capaci di negare la più chiara evidenza. Ogni donna, davanti all’immagine della creatura di tre mesi che aspetta, anche se non la vuole mettere al mondo non può non riconoscerne le fattezze u­mane, non può ignorare che quello è un figlio. È un’umana evidenza: ha gli occhi, le mani, la testa, il cuore batte. Mettete davanti a un’ecografia un bam­bino: riconoscerà immediatamente, pure in quel disegno di ombre, un suo simile.</p>
<p>E invece c’è una scienza che si è smar­rita in se stessa, tanto da non ricono­scere in ciò che vede un bambino. U­na scienza che balbetta che solo idee «filosofiche o religiose» chiamano uo­mo un feto: dove sono, avanti, le evi­denze scientifiche? (Ma quel disegno intrinsecamente ordinato e perfetto, teso a un compimento che aveva scrit­to in sé dal principio, procede metodi­co e ostinato, nel ventre delle madri, senza bisogno di alcun timbro di pro­fessori).</p>
<p>Un uomo che non riconosce più se stesso, questo produce una scienza ac­cecata dalla ideologia. Una scienza al docile servizio del potere. Perché nel più liberale e liberato dei Paesi, dove l’aborto sia possibile senza condizioni, dove basti una pillola, sussiste ancora, in non poche coscienze, un confuso dolore, un non detto malessere per quei figli mai nati. E benché, certo, tut­to sia perfettamente legale, è un’om­bra, un oscuro disagio la memoria di quelle centinaia di migliaia di figli, fra­telli, nipoti mai nati.</p>
<p>Di uomini rifiuta­ti, come clandestini inappellabilmen­te respinti oltre un invalicabile muro. Uomini? Mah, adagio. A tredici setti­mane sono veramente uomini? Dov’è la prova? Forse sono un qualcosa, sì, di vivente, ma certo non sono come noi. Sproporzionati, tanti drammi perso­nali e tante battaglie etiche, per quei princìpi immaturi. Abbozzi, in fondo, lunghi pochi centimetri. Sì, hanno gli occhi, le mani, ma non parlano, e so­prattutto non si vedono.</p>
<p>Con simili ca­ratteristiche, non si può onestamente dirli uomini. Cosa, allora? Soltanto cel­lule, solo organismi cocciutamente proliferanti – agli occhi di uomini edu­cati a mentire tanto, da non ricono­scere più se stessi.<br />
Marina Corradi</p>
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